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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 24.06.1995, Prot. N. 23443/92 CA; 23444/92 CA; 23445/92 CA


Parte attrice Rev.di X, Y, Z
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Translationis
coram Agustoni
Pubblicazione W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 357-376
Forum 6/2 (1995) 117-122 (in iure)
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Traduzioni angl., W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 357-376
Forum 6/2 (1995) 117-122 (in iure)
Contenuto Constare de violatione legis tantum in procedendo.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 153 § 1; 153 § 2; 186; 187-189; 190 § 1; 190 § 2; 191 § 1; 522; 1740; 1742 § 1; 1747; 1747 § 2; 1748; 1748-1752; 1752
Massime
1. Praeter casum de quo in can. 153, § 2, paroecia ad quam valide conferri nequit ulli successori, usquedum illa non vacet; consequenter translatio tunc fieri nequit.
1. Eccetto nel caso di cui al can. 153, § 2, la parrocchia di destinazione non può essere validamente conferita ad alcun successore finché essa non sia vacante; di conseguenza il trasferimento fino ad allora non si può fare.
2. Nisi decretum Conferentiae Episcoporum spatium determinet quo elapso termino officium parochi cessat, cura est Episcopi, qui intendit transferre parochum nominatum ad tempus indefinitum, ut ante omnia vacans declaret, servatis de iure servandis, officium, seu paroecia ad quam transferendus est sacerdos. Consensus parochi qui paroeciam relinquere deberet ut successori ipsam cedat iuridice nullum habet effectum. (Qua re ut nedum legitime sed etiam tuto procedat, Episcopus dioecesanus ab initio procedurae translationis obtineat renuntiationem parochi paroeciae ad quam, quamvis eandem ei interim committere potest utpote administratori paroeciali, usquedum translatio ad effectum deducatur).
2. A meno che il decreto della Conferenza dei Vescovi determini un termine, passatoil quale l’ufficio del parroco cessa, il Vescovo che intende trasferire un parroco nominato a tempo indeterminato, deve curarsi anzitutto, osservato tutto quanto deve essere osservato, di dichiarare vacante l’ufficio ossia la parrocchia alla quale deve essere trasferito il sacerdote. Non ha alcun effetto giuridico che il parroco, che dovrebbe lasciare la parrocchia, consenta a cederla al successore. (Per questo al fine che tutto proceda non solo legittimamente ma anche in modo sicuro, il Vescovo diocesano ottenga fin dall’inizio della procedura di trasferimento la rinuncia del parroco della parrocchia di destinazione, anche se nel frattempo può affidargliela come amministratore parrocchiale finché il trasferimento è condotto a termine).
3. Quamvis can. 1747 agat de parocho «amoto», quoad effectus recursus, iuris effectus recursus congruunt etiam parocho «translato», nempe ipse debet a parochi munere exercendo abstinere, quamprimum liberam relinquere domum paroecialem (nisi fortasse agatur de infirmo: cf. can. 1747, § 2) et omnia ei tradere cui Episcopus paroeciam commiserit; ast pendente recursu Episcopus nominare nequit novum parochum, seu nequit conferre officium, sed interim providere tenetur per administratorem paroecialem. Agitur ergo de suspensione «secundum quid» effectus decreti translationis in casu recursus.
3. Benché il can. 1747 tratti del parroco «rimosso», quanto all’effetto del ricorso, gli effetti giuridici del ricorso sono pertinenti anche per il parroco «trasferito», ossia egli deve astenersi dall’esercizio del compito di parroco, lasciare libera quanto prima la casa parrocchiale (a meno che non si tratti di un ammalato: cf. can. 1747, § 2) e consegnare tutto a colui al quale il Vescovo ha affidato la parrocchia; tuttavia durante il ricorso il Vescovo non può nominare il nuovo parroco, ossia non può conferire l’ufficio, ma è tenuto a provvedere provvisoriamente attraverso un amministratore parrocchiale. Si tratta perciò di una sospensione secundum quid dell’effetto del decreto di trasferimento nel caso di ricorso.
Commenti Z. Grocholewski, «Trasferimento e rimozione del parroco», in La parrocchia, Città del Vaticano 1997, 199-247
P. Hayward, «The Apostolic Signatura and Disputes involving the Transfer of Parish Priests», CLSN n. 104 (1995) 24-32
M. Landau, Amtsenthebung und Versetzung von Pfarrern. Eine Untersuchung des geltenden Rechts unter besonderer Berücksichtigung der Rechtsprechung der Zweiten Sektion des Höchsten Gerichts der Apostolischen Signatur, Frankfurt am Main 1999, 248; 307-309
A. Mendonça, «Justice and Equity: at Whose Expense?», in The Art of the Good and Equitable. A Festschrift in Honor of Lawrence G. Wrenn, Washington 2002, 192-198

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini