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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Secretarii del 23.07.2013, Prot. N. 48091/13 CA


Parte attrice R.dus [X]
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Amotionis ab officio vice-cancellarii
Pubblicazione ME 131 (2016) 37-39; W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 675-679
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Traduzioni angl.: W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 675-679; ME 131 (2016) 40-42
Contenuto Recursus in limine reicitur.
Note Cf. decisio impugnata in ME 130 (2015) 115-118.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 50; 220; 482 § 2; 485
PB art. 123 § 1
Massime
1. Ordinarius ad normam can. 485 cancellarium «libere» ab officio amovere potest; ad rem iuxta iurisprudentiam ne iusta quidem causa requiritur (in casu sententia definitiva coram Echeverria diei 3 decembris 2005, prot. n. 33236/02 CA, n. 7 adducitur: «Episcopus libere potest amovere ab aliquibus officiis, quae specialem fiduciam personalem secumferunt, qualia sunt officia cancellarii et notarii. Quamquam “libere” non idem significat ac “arbitrarie”, lex intendit ut Episcopus possit disponere de personis fungentibus his muneribus etiam propter difficultates mere personales. Quoad alia vero officia requiritur ut causa adsit, quandoque iusta, quandoque autem gravis»).
1. Secondo la giurisprudenza non è neppure richiesta la giusta causa perché un Ordinario possa rimuovere il cancelliere, che a norma del can. 485 può essere rimosso «liberamente» dall’ufficio (nel caso è addotta la sentenza definitiva coram Echeverria del 3 dicembre 2005, prot. n. 33236/02 CA, n. 7: «Il Vescovo può liberamente rimuovere da alcuni uffici, che comportano una speciale fiducia personale, quali gli uffici di cancelliere e di notaio. Benché la clausola “liberamente” non significhi “arbitrariamente”, la legge intende che il Vescovo possa disporre delle persone che svolgono quegli uffici anche per difficoltà meramente personali. Per altri uffici invece si richiede una causa, per alcuni giusta per altri grave»).
2. Can. 50 praeviam auditionem non absolute praescribit (in casu praeterea nominatio novi cancellarii et reordinatio Curiae notoria erant).
2. Il can. 50 non prescrive in modo assoluto una previa audizione (nel caso peraltro la nomina del nuovo cancelliere e la riforma della Curia erano fatti notori).
3. Negative dimissa quaestione de violatione legis, nec agendum est de damnorum refectione (in casu reordinatio officiorum Curiae et abolitio officii vice-cancellarii motiva amotionis constituerunt, quae, utpote notoria, diffamatoria haberi nequeunt).
3. Risolta per la negativa la questione della violazione della legge, non si deve neppure trattare della riparazione dei danni (nel caso la riforma degli uffici di Curia e l’abolizione dell’ufficio di vicecancelliere costituivano i motivi per la rimozione: motivi che, in quanto notori, non possono considerarsi diffamatori).
 tedesco - francese - portoghese

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini