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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 30.04.2005, Prot. N. 34723/03 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Amotionis parochi
coram Cacciavillan
Publication J. Fürnkranz, Effizienz der Verwaltung und Rechtsschutz im Verfahren. Can. 1739 in der Dynamik der hierarchischen Beschwerde, Paderborn 2014, 351-366
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Translations germ, J. Fürnkranz, Effizienz der Verwaltung und Rechtsschutz im Verfahren. Can. 1739 in der Dynamik der hierarchischen Beschwerde, Paderborn 2014, 351-366
Content Non constat de violatione legis in procedendo vel in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 1739; 1740; 1741, n. 1; 1741, n. 3; 1741, n. 5; 1742-1747
Regolamento Generale della Curia Romana art. 135, n. l
Legal Summary
1. Cum vera damnositas vel saltem inefficacia ministerii pastoralis adsit, Administrationis ecclesiasticae est proceduram administrativam amotionis a paroecia ad normam cann. 1740-1747 instaurationi processus poenalis praeferre, quamvis in casu rationes pro utroque processu adsint.
2. Competens Dicasterium Curiae Romanae, utpote Superior hierarchicus, ad normam can. 1739 subrogare valet decretum quo Episcopus parochum amoverat, amotionis quoque causam immutando; quo in casu nulla lex expresse requirit, ut in eiusmodi casu subrogationis omnia et singula praescripta cann. 1742-1747 denuo serventur.
3. Substantia procedurae cann. 1742-1747 statutae in subrogatione certo legitime servatur si:
a) Dicasterium novas probationes admittit, novis amotionis causis iam ante decreti subrogati emanationem parocho amoto notis;
b) ius acta inspiciendi atque impugnationes in relatione scripta colligendi parocho agnoscitur;
c) Episcopus rem cum duobus parochis de quibus in can. 1742, § 1 perpendit.
4. Violatione legis in procedendo non laborare non censetur amotionis subrogatio si inspectio novorum actorum per summarium peragitur, ratione habita sive praecedentis inspectionis sive recursus parochi ad magistratus civiles sive motivorum quibus nititur ipsa actorum inspectio in iudiciis.
5. Praescripto can. 1739 spectato, s.d. reformatio in peius in recursu hierarchico definiendo haud excluditur, iusta tamen de causa atque nullo potestatis abusu intercedente (in casu parochus ob causam de qua in can. 1741, n. 5 amotus, post recursum hierarchicum ob causas de quibus in can. 1741, nn. 1 et 3 evasit).
6. Lato decreto, quo ad normam can. 1739 parochi amotio illegitima declarata est, Auctoritatis administrativae ius est suspendendi, revocandi, subrogandi vel emendandi decretum suum.
7. Recursu vel extra terminum peremptorium utilem proposito, Dicasterium Curiae Romanae adhuc motu proprio de eo videre potest.
1. Se si dia una reale dannosità o almeno inefficacia del ministero pastorale, è prerogativa dell’Amministrazione ecclesiastica scegliere la procedura amministrativa di rimozione dalla parrocchia a norma dei cann. 1740-1747 piuttosto dell’instaurazione di un processo, pur in presenza dei presupposti per entrambi i procedimenti.
2. Il competente Dicastero della Curia Romana, in qualità di Superiore gerarchico, può a norma del can. 1739 surrogare il decreto con il quale il Vescovo ha rimosso un parroco, cambiando anche la causa [di rimozione]; in questo caso non vi è alcuna legge che richieda espressamente che in questi casi di surrogazione si debbano osservare di nuovo tutti e singoli i prescritti dei cann. 1742-1747.
3. La sostanza della procedura stabilita nei cann. 1742-1747 è certamente legittimamente osservata nella surrogazione se:
a) il Dicastero ammette nuove prove, mentre le nuove cause di rimozione erano già note al parroco rimosso già prima dell’emanazione del decreto surrogato;
b) si riconosce al parroco il diritto di esaminare gli atti e di raccogliere in una relazione scritta le inpugnazioni;
c) il Vescovo valuta la cosa con i due parroci di cui al can. 1742, § 1.
4. Non si ritiene che sia affetto da violazione di legge in procedendo non la surrogazione di una rimozione se l’esame degli atti avviene attraverso il sommario, tenuto conto sia del precedente esame sia dei ricorsi del parroco all’autorità giudiziaria civile sia dei motivi sui quali si fonda lo stesso esame degli atti nei giudizi.
5. Considerato il prescritto del can. 1739, la cosiddetta reformatio in peius nella definizione del ricorso gerarchico non è esclusa, purché vi sia una giusta causa e sia escluso qualsiasi abuso di potere (nel caso un parroco rimosso per il motivo di cui al can. 1741, n. 5, dopo tutto il procedimento si vide rimosso per i motivi di cui al can. 1741, nn. 1 et 3).
6. Emanato il decreto, con il quale a norma del can. 1739 la rimozione di un parroco è stata dichiarata illegittima, è diritto dell’ Autorità amministrativa sospendere, revocare, surrogare o emendare il suo decreto.
7. Anche se il ricorso è proposto fuori del termine utile perentorio, il Dicastero della Curia Romana può ancora trattarlo e definirlo motu proprio.
Comments J. Fürnkranz, Effizienz der Verwaltung und Rechtsschutz im Verfahren. Can. 1739 in der Dynamik der hierarchischen Beschwerde, Paderborn 2014

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini