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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 27.06.2024, Prot. N. 56117/22 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Revocationis facultatuum. Promotionis ad ordinem presbyteratus
coram Mamberti
Content 1) quoad revocationem facultatum, affirmative, seu constare de
violatione legis in decernendo;
2) quoad promotionem ad Ordinem presbyteratus, non proponi.
Notes Cf. https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2024.pdf, p. 2.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 1009 § 3; 1036; 1038
Legal Summary
1. Deficiente declaratione de qua in can. 1036, praesuppositum deest ut Signatura Apostolica videat de impugnata denegata promotione diaconi ad ordinem presbyteratus.
2. Iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam disciplinares Ordinariorum decisiones legis violatione afficiuntur si et quatenus iusta et rationabile proportione causam inter et actum non innitentur (in casu relatio fit ad sententiam definitivam coram Grocholewski, diei 28 aprilis 2007, prot. n. 37935/05 CA).
3. Denuntiationes vim plenae probationis haud attingentes impares sunt facultatibus ministerii diaconalis revocandis.
4. Accusatio iuxta quam recurrens suum morbus dolo celaverit, quod natura sua ministerii vitam perturbare potest, sustineri nequit quia auctoritas ad rem neglegens exstitit tempore inceptae institutionis in Seminario dioecesano.
5. Iudicium negativum de ordinatione presbyterali diaconum ab exercendo ordine iam recepto non impedit, «nisi impedimento detineatur canonico aliave gravi causa» (can. 1038).
6. Iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam, cum de revocandis facultatibus agitur, inter alias a lege collatas et alias a superiore competenti concessas, apte distinguendum est, et hoc etiam pro diaconis valet.
1. Nel caso manchi la dichiarazione di cui al can. 1036, manca il presupposto perché la Segnatura Apostolica giudichi della impugnazione della negazione della promozione di un diacono all’ordine del presbiterato.
2. Secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica le decisioni disciplinari degli Ordinari sono affette da violazione di legge se e per quanto non si fondino su una giusta e ragionevole proporzione tra causa e atto (nel caso si fa riferimento alla sentenza definitiva coram Grocholewski del 28 aprile 2007, prot. n. 37935/05 CA).
3. Le denunce che non raggiungano la prova piena non possono sostenere la revoca delle facoltà ministeriali diaconali.
4. L’accusa secondo la quale il ricorrente abbia nascosto dolosamente una sua malattia, che per sua natura può perturbare la vita di ministero, non può essere sostenuta perché l’autorità è stata negligente al riguardo al momento dell’inizio della formazione seminaristica in diocesi.
5. Il giudizio negativo circa l’ordinazione presbiterale non impedisce al diacono l’esercizio l’ordine già ricevuto, «a meno che non sia trattenuto da un impedimento canonico o da altra grave causa» (can. 1038).
6. Secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica quando si tratta della revoca delle facoltà si deve distinguere accuratamente tra quelle riconosciute dalla legge e quelle concesse dal superiore competente, e ciò vale anche per i diaconi.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini