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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 31.03.1979, Prot. N. 10012/78 CA


Petitioner Rev.dus X et alii
Respondent Sacra Congregatio pro Gentium Evangelizatione
Object Iurium
coram Palazzini
Content Recursum ad disceptationem admittendum non esse.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
[CIC1917] 494 § 1; 495 §§ 1-2; 638-641; 2334, n. 2
Legal Summary
1. Ad divisionem Congregationis et Societatis iuris dioecesani in provincias requiritur deliberatio Superioris generalis cum suo consilio vel Capituli generalis; consensus Ordinarii loci in cuius territorio provinciae sede inveniatur; consensus Ordinariorum loci, in quorum territorio inveniantur domus et nova provincia efformanda; consensus Ordinarii domus principis.
2. Codex non applicat canones 638-641 Societatibus, cum stricte loquendo, sermo esse non possit de exclaustratione et de saecularizatione, ubi non adsint vota publica. Attamen, ubi membra Instituto adhaerent per vincula, quae disrumpi nequeunt nisi ab Ecclesia, tunc standum est Constitutionibus vel – per analogiam – recurrendum est Ordinario.
3. Examen circa opportunitatem, convenientiam vel necessitatem pastoralem actus potestatis administrativae est ratio extra competentiam Signaturae Apostolicae (in casu invocata est a recurrentibus opportunitatem Societatem in regiones dividendi, quod tamen ad Capitulum generale vel ad Superiorem generalem spectat).
1. Per la divisione in province di una Congregazione e Società di diritto diocesano si richiede: la delibera del Superiore generale con il suo consiglio o del Capitolo generale; il consenso dell’Ordinario del luogo nel cui territorio si trovi la sede della provincia; il consenso degli Ordinari nel territorio dei quali si trovino le case e la provincia da formare; il consenso dell’Ordinario della casa principale.
2. Il Codice non applica i canoni 638-641 alle Società poiché strettamente non si può parlare di esclaustrazione e di secolarizzazione dove non ci siano voti pubblici. Tuttavia dove i membri aderiscono all’Istituto con vincoli che non possono essere sciolti se non dalla Chiesa, si devono osservare le Costituzioni e, per analogia, ricorrere all’Ordinario.
3. L’esame della opportunità, convenienza o necessità pastorale di un atto della potestà esecutiva è un motivo al di fuori della competenza della Segnatura Apostolica (nel caso è stata invocata dai ricorrenti l’opportunità di dividere in regioni la Società, ciò che però compete al Capitolo generale o al Superiore generale).

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini