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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 21.02.1981, Prot. N. 12300/80 CA


Petitioner Rev.da X
Respondent Sacra Congregatio de Religiosis et Institutis saecularibus
Object Dimissionis
coram Bafile
Content Recursum ad disceptationem admittendum non esse.
Notes Cf. etiam sententia definitiva, coram Oddi, 20 maii 1978, prot. n. 8110/76 CA
Sources 
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Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 668 § 3; 696 § 1
[CIC1917] 580 § 2; 649; 650; 651; 657; 660; 661 § 3
Legal Summary
1. Ab examine Signaturae Apostolicae exclusum generatim manet iudicium de merito, i.e. de maiore vel minore convenientia decisionum de quibus agitur, quod iudicium ad legitimos Superiores pertinet. Ad Signaturam Apostolicam tamen pertinet videre num votorum transgressiones impares sint forte gravi sanctioni dimissionis, et hoc in tali gradu ut in decreta dimissione proprie dicta legis violatio agnoscenda sit.
2. Inter graves causas exteriores dimissionis ab instituto tum doctrina tum iurisprudentia tum praxis competentis Curiae Romanae Dicasterii includunt persistentem oboedientiae recusationem. Assignatio communitatis, ad quam religiosa pertinere debeat, est autem res non parvi momenti in vita instituti religiosi.
3. Oboedientiae votum est vitae in communitate religiosa cardo et grave vinculum, quod molestum interdum evadere potest, a quo ut quis se legitime expediat non sufficit adducere infirmitates de quarum gravitate minime constet.
4. Principium valde noxium exstaret si simplex declaratio medici, nullum ab instituto religioso mandatum habentis, sufficere ad praeceptum datum vi voto oboedientiae enervandum.
5. Per se, donec demonstretur vigere normam aliquam aliter disponentem, etiam pensio invaliditatis inclusa esse videtur in norma de qua in can. 580, § 2.
1. Rimane generalmente escluso dall’esame della Segnatura Apostolica il giudizio di merito, ossia di una maggiore o minore convenienza delle decisioni in oggetto, giudizio questo che appartiene ai legittimi Superiori. Alla Segnatura Apostolica tuttavia appartiene di vedere se le trasgressioni dei voti siano eventualmente insufficienti alla grave sanzione della dimissione, e ciò in tale grado che nella dimissione decisa sia da riconoscere una violazione della legge propriamente detta.
2. Tra le gravi cause esterne della dimissione dall’istituto sia la dottrina sia la giurisprudenza sia la prassi del competente Dicastero della Curia Romana includono la persistente ricusazione dell’obbedienza. L’assegnazione di una comunità, alla quale una religiosa deve appartenere, è poi cosa di non piccola importanza nella vita di un istituto religioso.
3. Il voto di obbedienza è cardine della vita nella comunità religiosa e un grave vincolo, che talvolta può risultare molesto, a liberarsi legittimamente dal quale non basta addurre infermità della cui gravità in ogni modo non consti.
4. Sarebbe principio molto nocivo se la semplice dichiarazione di un medico, sprovvisto di alcun mandato dell’istituto religioso, bastasse a porre nel nulla un precetto dato in forza dl voto di obbedienza.
5. Per sé, finché non si dimostri che vige una norma che dispone altrimenti, anche la pensione di invalidità sembra inclusa nella norma di cui al can. 580, § 2.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini