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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 27.06.1981, Prot. N. 12131/80 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Sacra Congregatio pro Clericis
Object Iurium
coram Bafile
Content Non constare de illegitimitate neque in procedendo neque in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 19; 51
[CIC1917] 20
Legal Summary
1. In nulla Ecclesiae lege praescribitur ideoque in defectu rationum decidendi nulla violatio legis in procedendo agnosci potest.
2. Mutatio procedurae ita ut, libello de quaestione contentiosa vertente super iure subiectivo apud tribunal dioecesanum porrecto, competens Curiae Romanae Dicasterium recursum administrativum pertractaverit, violationem legis haud constituit si ipse recurrens, implicite saltem, viae iudiciali in administrativam convertendae consensisset, prout in recursu ad idem Dicasterium legitur.
3 Nullibi iure canonico statuitur ius pensionis iubilationis esse cuilibet sacerdoti dioecesano, et eadem quidem mensura et quantitate pro omnibus (in casu recurrens sibi vindicavit a dioecesi pensionem sacerdotalem ab auctoritate civili sacerdotibus datam, eidemqua tamen denegatam ob pensionem senectutis ab eadem auctoritate civili iam adquisitam).
4. Nec in casu principia generalia iuris nec aequitas canonica (can. 20) succurrunt; nam pensio senectutis legem certam vel contractum supponit, dum pensio in casu nulla lege ecclesiastica vel contractu regitur nec ulla praestatio assecurationis umquam dioecesi soluta est.
5. Quoad locupletationem dioecesis in damnum recurrentis, ipse recurrens rem agere poterit cum Episcopo, quin res per se ad recursus hierarchici obiectum pertineat.
1. In nessuna legge ecclesiastica è prescritto e perciò non può essere riconosciuta la violazione di legge se mancano le ragioni della decisione.
2. Il cambiamento della procedura, così che, dopo aver presentato il libello per una causa contenziosa vertente su un diritto soggettivo al tribunale diocesano, il competente Dicastero della Curia Romana abbia trattato il ricorso amministrativo, non costituisce violazione della legge se lo stesso ricorrente almeno implicitamente avesse consentito a cambiare la via giudiziale in quella amministrativa, come si legge nel ricorso allo stesso Dicastero.
3 In nessun luogo si stabilisce per diritto canonico il diritto della pensione di giubilazione per ogni sacerdote diocesano e perdipiù nella stessa misura e quantità per tutti (nel caso il ricorrente rivendicava dalla diocesi la pensione per i sacerdoti erogata dall’autorità statale ai sacerdoti, ma a lui negata in quanto già acquisita la pensione di vecchiaia dalla medesima autorità statale).
4. In caso non soccorrono neppure i principi generali del diritto né l’equità canonica (can. 20); la pensione di vecchiaia infatti suppone una legge certa o un contratto, mentre la pensione nel caso non è retta da alcuna legge ecclesiastica o contratto, né alcun contributo è mai stato pagato alla diocesi.
5. Quanto all’arricchimento della diocesi in danno del ricorrente, lo stesso ricorrente potrà trattare della cosa con il vescovo, senza però che la questione appartenga per sé all’oggetto del ricorso gerarchico.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini