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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 27.06.2024, Prot. N. 55648/21 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Prohibitionis exercitii sacerdotalis recognoscendae
coram Sandri
Pubblicazione IE 38 (2026) 309-322.
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Traduzioni angl., IE 38 (2026) 309-322.
Contenuto Constare de violatione legis in decernendo sed tantum quoad restrictiones relate ad celebrationem Eucharistici Sacrificii coram populo impositas.
Quod attinet ad refectionem damnorum, ab Archidioecesi solvendae sunt
expensae inde a recursu diei 30 octobris 2020 ad olim Congregationem pro Clericis, incluso honorario eius Patroni. Relate ad damnum non patrimoniale, mens est ut Archidioecesis, infra mensem ab hac sententia rite publicata, notitiam a H.S.T. exaratam statim publici iuris faciat in ephemeridibus Archidioecesis eiusque situ interretiali.
Note Cf. sententia definitiva prot. n. 51677/16 CA.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, dei quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 561; 903
Lex propria Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae Art. 93
Massime
1. Etsi decretum iam exspiraverit, lis finita declarari nequit, eo quod recurrens non solummodo declarationem invaliditatis decreti exspirati, sed etiam refectionem damnorum expetivit (cf. decretum Congressus diei 14 martii 2008, prot. n. 37050/05 CA; sententia definitiva coram Lajolo, diei 7 novembris 2012, prot. n. 45695/11 CA).
2. Decretum Ordinarii iisdem limitationibus procedurae affectum manet, quas iam sententia Signaturae Apostolicae diei 8 octobris 2019 denuntiaverat et quas competens Curiae Romanae Dicasterium corrigere omisit.
3. Ordinarius recurrenti ius ad publicam Eucharistiae celebrationem tantum in circumstantiis extraordinariis et singillatim obtenta licentia scripta Ordinarii loci restituit. Haec restrictio exsulat ab obligatione generali sacerdotum ad normam can. 561 licentiam rectoris ecclesiae ante Eucharistiae celebrationem petendi, quae licentia danda aut deneganda est ad normam iuris. Nam Ordinarius recurrenti facultatem praefatam licentiam a rectoribus ecclesiae ad normam iuris petendi abstulit, quamquam
agatur de licentia, quae ad normam can. 903 concedenda est.
4. In decernendo detractio vel reductio iuris celebrandi publice Eucharistiam ad licentiam in circumstantiis extraordinariis a loci Ordinario singillatim concessam, concelebratio in missa exsequiali, cum principio proportionis quoad eius causam in decreto indicatam, omni ex parte incompatibilis evadit, cum de facultate ipso iure ad omnes presbyteros spectante agatur.
4. Deficientibus rationibus bonum minorum tuendi et scandalum vitandi, deest aequa ratio cum gravissima restrictione exercitii muneris sacerdotalis ope decreti disciplinaris recurrenti imposita.
5. Restitutionem bonae famae a Signaturae Apostolicae sententia definitiva diei 8 octobris 2019 statutam et competentis Curiae Romanae Dicasterii postulationem ut Ordinarius exsecutionem daret statuens publicationem partis dispositivae sententiae, Ordinarius ex toto ignoravit.
1. Anche se il decreto sia già spirato, non si può dichiarare la lite finita perché il ricorrente chiese non solo la dichiarazione di invalidità del decreto spirato, ma anche la riparazione dei danni (cf. il decreto del Congresso del 14 marzo 2008, prot. n. 37050/05 CA; la sentenza definitiva coram Lajolo del 7 novembre 2012, prot. n. 45695/11 CA).
2. Il decreto dell’Ordinario rimane affetto dalle stesse limitazioni procedurali che la sentenza della Segnatura Apostolica dell’8 ottobre 2019 aveva denunciato e che il competente Dicastero della Curia Romana ha omesso di correggere.
3. L’Ordinario ha restituito al ricorrente il diritto alla pubblica celebrazione dell’Eucaristia solo in circostanze straordinarie e con la licenza scritta per ogni caso dell’Ordinario. Questa restrizione esula dall’obbligo generale dei sacerdoti di chiedere a norma del can. 561 la licenza del rettore di una chiesa prima di celebrare l’Eucaristia, la quale licenza si deve dare o negare a norma del diritto. Infatti l’Ordinario ha tolto al ricorrente la facoltà di chiedere a norma del diritto la menzionata licenza ai rettori di una chiesa, benché si tratti di una licenza che a norma del can. 903 si deve concedere.
4. Per quanto riguarda la decisione, la sottrazione o la riduzione del diritto di celebrare pubblicamente l’Eucaristia a una licenza concessa volta per volta dall’Ordinario del luogo in circostanze straordinarie, la concelebrazione nella messe esequiale, risulta del tutto incompatibile con il principio di proporzionalità quanto alla sua causa indicata nel decreto, poiché si tratta di una facoltà spettante per lo stesso diritto a tutti i presbiteri.
4. Mancando ragioni per la difesa del bene di minorenni e di evitare lo scandalo, manca una equa proporzione con una gravissima restrizione dell’esercizio del ministero sacerdotale imposta al ricorrente con decreto disciplinare.
5. L’Ordinario ha del tutto ignorato la restituzione della buona fama stabilita dalla sentenza definitiva della Segnatura Apostolica dell’8 ottobre 2019 e la richiesta del competente Dicastero della Curia Romana che l’Ordinario desse esecuzione con la pubblicazione della parte dispositiva della sentenza.
Commenti W.L.Daniel, «The Faulty Execution of a Definitive Sentence Declaring the illegitimacy of a De facto Penal Decree», IE 38 (2026) 323-337.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini

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