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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 17.02.1990, Prot. N. 19070/87 CA


Petitioner D.nus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Amotionis
coram Stickler
Content Recursum ad disceptationem admittendum non esse.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 1990, p. 1208.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 19; 149; 184-193; 195; 281 § 3; 288
Legal Summary
1. Nulla procedura specialis requiritur neque in rescissione decreti provisionis officii diaconalis propter defectum qualitatum requisitarum (can. 149, § 2) neque in amotione ab officio collato, quae amotio prudenti discretioni Episcopi concredita est sicut iudicium de iusta causa in hunc finem requisita (can. 193, § 3); in casu diacono repetitae occasiones datae sunt qualitates suas in ministerio diaconatus exercendas iudicio obiectivo auctoritatis ecclesiasticae competentis praebendi necnon indoles personalis examini et iudicio artis medicae specificae subiecta est.
2. Iuxta canonem 195 dioecesis sustentationi diaconis post amotionem ab officio et ministerio diaconali ex lege solummodo per congruum tempus providere debet, i.e. usquedum mediante propria professione civili reassumpta id per seipsum facere possit.
3. Invocatio legis civilis in re, quae – deficiente norma ecclesiastica – applicari deberet, nullo modo sustineri potest quia neque sermo esse potest de canonizatione legis civilis neque de tribunalis civilis sententia valida in foro Ecclesiae (in casu, ex caritate, per analogiam – i.e., in absentia legis propriae, applicando iuxta can. 19 legem latam in similibus – remuneratio diacono in statu quiescientiae concessa est quae spectat parochis in statu quiescentiae temporanee positis).
1. Non è richiesta alcuna procedura speciale né per la rescissione del decreto di provvista di un ufficio diaconale per mancanza delle qualità richieste (can. 149, § 2) né per la rimozione dall’ufficio conferito, la quale rimozione è affidata alla prudente discrezione del Vescovo come il giudizio sulla giusta causa richiesta per questo (can. 193, § 3); nel caso al diacono sono state date più occasioni di presentare al giudizio oggettivo dell’autorità ecclesiastica competente le sue qualità da esercitare nel ministero diaconale e la sua indole personali è stata soggetta ad esame e al giudizio della scienza medica specifica.
2. Secondo il canone 195 la diocesi per legge deve provvedere al sostentamento del diacono dopo la rimozione dall’ufficio e dal ministero diaconale solo per un tempo congruo, ossia finché mediante la ripresa della propria professione civile possa farlo da sé.
3. Non si può sostenere il rinvio alla legge civile in materia, che dovrebbe essere applicata, in mancanza di una legge ecclesiastica perché non si può parlare di canonizzazione della legge civile né di pronuncia di un tribunale civile valida nella Chiesa (nel caso, per carità, in analogia – ossia, in assenza di una legge propria, applicando secondo il can. 19 una legge data per casi simili – al diacono in stato di quiescenza è stata concessa la remunerazione che spetta ai parroci posti temporaneamente in stato di quiescenza).

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini