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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 18.01.1997, Prot. N. 26581/96 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Amotionis a paroecia
coram Agustoni
Content Decretum Congressus reformandum non esse.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 1997, p. 938.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 1740; 1742 § 1; 1745
Legal Summary
1. Tritis ac diligenter iam disceptatis argumentis refricatis, apparet indoles fere temeraria recursus usurpati contra decisionem Congressus.
2. Cum de obiectiva gravitate quorumdam factorum a recurrente patratorum certo Ordinario loci constiterit, quam certitudinem ipse sibi acquisivit mediis quae per legem praesto sunt, attento can. 1740, incondite adducitur violatio legis in decernendo.
3. Recollectis litteris competentis Curiae Romanae Dicasterii quibus recurrenti facultas data est proponendi in scriptis suam defensionem, haud exclusis vadimoniis testium, haud apparet violatio legis in procedendo.
4. Cum nonnullae querimoniae ac nugae circa constitutionem consultorum, de quibus in can. 1742, § 1, eorumque modum agendi in casu, iam crebre in Congressu digestae sint, adducta quoque Signaturae Apostolicae iurisprudentia in re necnon examinato documento a Curia dioecesana exhibito, nullum neque probatum indicium exstat de violatione legis in procedendo.
Cf. etiam maximae decreti Congressus sub prot. n. 26581/96 CA.
1. Ripetuti gli argomenti sviscerati e diligentemente già discussi, appare l’indole pressoché temeraria del ricorso di cui si è fatto uso contro la decisione del Congresso.
2. Quando dell’oggettiva gravità di alcuni fatti compiuti dal ricorrente all’Ordinario del luogo sia constato con certezza acquisita con i mezzi che dalla legge sono messi a disposizione, visto il can. 1740, impropriamente si adduce la violazione di legge nella decisione (in decernendo).
3. Riconsiderata la lettera del competente Dicastero della Curia Romana con la quale al ricorrente è stata data la facoltà di proporre per iscritto la sua difesa, senza escludere le testimonianze di testimoni, non appare una violazione di legge nella procedura (in procedendo).
4. Qualora varie lamentele e piccolezze relative alla costituzione dei consultori di cui al can. 1742, § 1, e al loro modo di agire nel caso, siano già state più volte trattate in Congresso, con l’apporto anche della giurisprudenza della Segnatura Apostolica al riguardo e dell’esame di un documento esibito dalla Curia diocesana, non rimane alcun indizio né prova di violazione della legge nella procedura (in procedendo).
Cf. anche le massime del decreto del Congresso prot. n. 26581/96 CA.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini