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Jurisprudência da Assinatura Apostólica em matéria de contencioso administrativo
 
 

Supremo Tribunal da Assinatura Apostólica
Decretum Congressus de 29.09.2017, Prot. N. 50971/15 CA


Autor Rev.dus X et alii
Parte demandada Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Objeto Suppressionis domus religiosae X
Conteúdo Decretum Secretarii confirmandum esse.
Notas Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2017, in vatican.va/content/dam/romancuria/ segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2017.pdf
Fontes 
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Legenda
 
Cânones do Código de 1983
São assinalados nas fontes todos os cânones referidos na parte in iure e na parte in facto da decisão.
São assinalados em negrito os cânones que constituem o objecto principal da decisão ou sobre os quais a decisão enuncia um princípio de interpretação.
São assinalados em itálico os cânones do Código 1983 que:
- não são referidos no texto da decisão, mas dos quais essa trata;
- correspondem a cânones do Código 1917 de que a decisão, anterior a 1983, trata.

Outras fontes
São assinaladas todas as fontes que são mencionadas na parte in iure e na parte in facto da decisão.
CIC cann. 616 § 1; 665 § 1; 670; 1734 § 1; 1735
Lex propria Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae Art. 76 § 1
Máximas
1. Cum, recursu ad Congressum instituto, nullum par adducatur argumentum ad rationes motivas in decreto, quo Signaturae Apostolicae Secretarius recursus in limine reiecit, prolatas submovendas, Congressus idem decretum confirmat.
2. Competens Curiae Romanae Dicasterium nullum errorem in procedendo patravit, minime censens decisionem, qua auctor decreti remonstrationi respondit, meram confirmationem esse actus administrativi singularis praecedentis, sed potius ipsam decisionem coram se impugnatam.
3. Recurrentibus est non probantibus violationem legis in procedendo quia Moderator supremus de facto consensum sui consilii non obtinuerit sed potius una cum consilio collegialiter decisionem tulerit, recursus reiciendus est.
4. Non datur violatio legis ex parte Signaturae Apostolicae Secretarii quia in decreto, quo recursus in limine reiecit, vel ignoravit vel iteravit alios assertos errores in decreto competentis Curiae Romanae Dicasterii, si et quatenus ex una parte de praefatis erroribus nihil in recursu ad Signaturam Apostolicam animadversum est, ex altera parte Secretarius decisionem tulit «sepositis ceteris ad rem forte animadvertendis».
5. Suppressa domo religiosa, competens Curiae Romanae Dicasterium in nullum errorem incidit animadvertens singulos recurrentes alteri communitati religiosae adscriptos esse, cum autem licentia extra domum vivendi, quas adversus translationes nullum recursum interposuerunt (in casu, idem Dicasterium ex una parte improbavit distinctionem inter sodales domui adscriptos et eos domui tantum associatos, ex altera parte recursum reiecit adversus suppressionem domus religiosae, eadem distinctione confirmata quoad ad domum ad quam).
6. Violata dici nequit lex in decernendo ob defectum iustae causae pro domo religiosa supprimenda, id est ut unitas omnium religiosorum in urbe melius foveretur; ad rem nihil interest sive argumentum iuxta quod domus ad quam non esset ratione apostolatus constituta (nam nec domus suppressa eodem fine gaudebat) sive argumentum iuxta quod domus ad quam insufficiens esset amplitudinis (nam Superioribus manet utcumque obligatio suppeditandi omnia quae necessaria sunt ad sodalium vocationis finem assequendum).
1. Quando, fatto il ricorso al Congresso, non si adduca alcun argomento idoneo a scalzare le ragioni contenute nel decreto, con il quale il Segretario della Segnatura Apostolica ha rigettato in limine il ricorso, il Congresso conferma lo stesso decreto.
2. Il competente Dicastero della Curia Romana non ha commesso alcun errore nella procedura, se non abbia considerato mera conferma di un atto amministrativo singolare precedente, la decisione con la quale l’autore del decreto ha risposto alla rimostranza, ma piuttosto l’ha considerata come decisione impugnata presso di sé.
3. Il ricorso è da rigettare se i ricorrenti non provano la violazione di legge nella procedura, ossia che il Moderatore supremo non avrebbe ottenuto di fatto il consenso del suo consiglio, ma piuttosto avrebbe preso la decisione collegialmente con il consiglio.
4. Non si dà violazione di legge da parte del Segretario della Segnatura Apostolica se nel decreto, con il quale rigettò in limine il ricorso, ignorò o ripeté altri asseriti errori del decreto del competente Dicastero della Curia Romana, se e per quanto da una parte nel ricorsoi alla Segnatura Apostolica nulla si è osservato dei menzionati errori, e dall’altra parte il Segretario emanò la decisione con la clausola: «tralasciate le altre cose che al riguardo dovrebbero forse essere osservate».
5. Soppressa la casa religiosa, il competente Dicastero della Curia Romana non è caduto in alcun errore avvertendo i singoli ricorrenti che erano ascritti ad un’altra comunità religiosa, ma con il permesso di vivere fuori dalla casa, avverso i quali trasferimenti i ricorrenti non hanno interposto alcun ricorso (nel caso, lo stesso Dicastero da una parte condannò la distinzione tra membri ascritti e membri solo associati alla casa, e dall’altra parte ha rigettato il ricorso contro la soppressione di una casa religiosa, confermata la medesima distinzione quanto alla casa ad quam).
6. Non si può dire violata in decernendo la legge per la soppressione di una casa religiosa a motivo della insufficienza di una giusta causa, nel caso per incrementare l’unità di tutti i religiosi nella città; non rileva infatti sia l’argomento secondo il quale la casa religiosa ad quam non sarebbe stata costituita per l’apostolato (infatti neppure la casa soppressa godeva di questo fine) sia l’argomento secondo il quale la casa ad quam sarebbe insufficiente per grandezza (infatti ai Superiori rimane comunque l’obbligo di procurare tutto quanto è necessario per realizzare il fine della vocazione dei sodali).
 francês

Autor das máximas (em latim) e da tradução italiana: © G. Paolo Montini