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Jurisprudencia de la Signatura Apostólica en materia contencioso-administrativa
 
 

Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica
Decretum Congressus del 01.02.2008, Prot. N. 38691/06 CA


Actor D.nus X et alii
Demandado Congregatio pro Clericis
Objeto Suppressionis paroeciae
Publicación W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 261-270
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Traducciones angl.: W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 261-270; it., G. Parise, La giurisprudenza, 393-397
Contenido Recursus non admittitur ad disceptationem.
Fuentes 
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Legenda
 
Cánones del Código de 1983
Todos los cánones que pueden leerse en la parte in iure o en la parte in facto de las decisiones se indican en las fuentes.
Los cánones que son el objeto principal de la decisión o sobre los que la decisión establece un principio de interpretación se muestran en negrita.
Aparecen en cursiva los cánones del Código de 1983:
- que no aparecen en el texto de la decisión, pero que son tratados en la decisión;
- que corresponden a los cánones del Código de 1917, de los que trata la decisión (tomada anterior a 1983).

Otras fuentes
Se informa de todas las fuentes que pueden leerse en la parte in iure y en la parte in facto de las decisiones.
CIC cann. 50; 51; 501 § 2; 515 § 2; 518; 532; 1291ss.
CD 32;  
PB art. 123 § 1;  
Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti Istruzione Erga migrantes caritas Christi art. 6
Máximas
1. Ad paroeciam supprimendam sufficit iusta causa; qua in re, iuxta communem iurisprudentiam, Episcopus dioecesanus iuxta suam prudentem discretionem procedere potest, exclusa vero arbitrarietate.
2. Iura in paroeciam acquisita haberi possunt v.g. ex actu fundationis vel contractus, sed probanda sunt.
3. In causa ad suppressionem paroeciae perpendenda, non solum condicio eiusdem paroeciae consideranda est, verum etiam totius dioecesis, ut totius dioecesis saluti animarum, meliore quo fieri potest modo, provideatur et quidem etiam in futuro (in casu, non habetur decrementum fidelium in paroecia, quae erat reapse vitalis et insuper in bona condicione oeconomica, at recursus inepte tantum rationem tenuit de ipsa paroecia suppressa).
4. Nullum ius christifidelibus agnoscitur ad determinatam paroeciam, cum illis sufficiat paroecia quaedam, quae eorundem curam pastoralem expleat.
5. Ad suppressionem paroeciae personalis quod attinet, iuxta communem iurisprudentiam, migratorum ius servandi patrimonium spiritale vinculatum non est cum quadam determinata paroecia personali, quae est una tantum ex pluribus comprobatis rationibus et viis in pastorali cura agenda pro coetibus specialibus fidelium.
6. Ad suppressionem paroeciae personalis quod attinet, non habetur solum ius migratorum servandi patrimonium spiritale, verum etiam obligatio sese cum tempore in nova patria integrandi.
7. Gratis affirmatur et negatur consilium presbyterale nullam dedisse impartialitatis cautionem.
8. Quoad bona paroeciae suppressae competens Curiae Romanae Dicasterium non confirmavit eorundem bonorum translationem dioecesi, prouti ab Ordinario decretam, sed, omnibus suppressae paroeciae bonis ad paroeciam ad quam translatis, donationem ab huius parocho dioecesi factam confirmavit (in casu, inepte violatio cann. 1291ss. invocatur, cum haud constet illa bona patrimonio stabili paroeciae ad quam assignata fuisse vel ex natura rei ad idem pertinere).
Cf. maximae prot. n. 38691/06 CA - DD
1. È sufficiente una causa giusta per sopprimere una parrocchia; perciò, secondo la comune giurisprudenza, il Vescovo diocesano può procedere secondo la sua prudente discrezione, purché sia escluso l’arbitrio.
2. I diritti acquisiti sulla parrocchia si possono avere a motivo, per esempio, dell’atto di fondazione o di un contratto, ma devono essere provati.
3. Nella valutazione della causa per la soppressione di una parrocchia si deve considerare non solo la situazione della medesima parrocchia, ma anche dell’intera diocesi, per provvedere nel modo migliore possibile alla salvezza delle anime dell’intera diocesi e per di più anche per il futuro (nel caso non vi era diminuzione di fedeli nella parrocchia, che era veramente vitale e inoltre in una buona situazione economica, ma il ricorso ha inutilmente tenuto in conto solo la stessa parrocchia soppressa).
4. Non è riconosciuto ai fedeli il diritto ad una determinata parrocchia, dal momento che è loro sufficiente che una parrocchia provveda alla loro cura pastorale.
5. Per la soppressione di una parrocchia personale, secondo la comune giurisprudenza, il diritto degli emigrati di conservare il loro patrimonio spirituale non è vincolato ad una certa determinata parrocchia personale, che è solo una delle sperimentate forme e vie nella cura pastorale per speciali gruppi di fedeli.
6. Quanto alla soppressione di parrocchie personali, non c’è solo il diritto degli emigrati di conservare il loro patrimonio spirituale, ma anche l’obbligo di integrarsi col tempo nella loro nuova patria.
7. Non è né provato né negato che il consiglio presbiterale non desse alcuna garanzia di imparzialità.
8. Quanto ai beni patrimoniali della parrocchia soppressa, il competente Dicastero della Curia Romana non ha confermato il trasferimento dei beni alla diocesi, come stabilito dall’Ordinario, ma, dopo che tutti i beni della parrocchia soppressa erano stati trasferiti alla parrocchia di destinazione, la Congregazione ha confermato la donazione fatta dal parroco di questa alla diocesi (nel caso inutilmente è invocata la violazione dei canoni 1291ss.: non consta infatti che quei beni siano stati assegnati al patrimonio stabile della parrocchia di destinazione o per natura appartenessero ad esso).
Cf. massime prot. n. 38691/06 CA - DD
Comentos G. Parise, La giurisprudenza, 44-47

Autor de las máximas (en latín) y de la versión italiana: © G. Paolo Montini