University Faculty
of Canon Law
www.iuscangreg.itCIC1983CCEONorms outside the two CodesResponses of the Apostolic SeeParticular LawProper law / statutesSources of past lawJurisprudenceInternational TreatiesWebsitesLiteraturePeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaSearch enginesLinklistSitemapProfessorsFamous professors from the 20th century
Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 07.07.2023, Prot. N. 55700/21 CA


Petitioner Rev.da Y
Respondent Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Object Dimissionis
coram Hendriks
Content Non constare de violatione legis in procedendo.
Constare de violatione legis in decernendo.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2023 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2023.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 50; 127; 166; 615; 692; 696 § 1; 697, n. 2; 699 § 1; 699 § 2; 700
Constitutio apostolica Vultum Dei quaerere art. 8 § 2
Legal Summary
1. Signatura Apostolica solum videt de recursu instituto, scilicet contra decretum dimissionis (in casu recurrens contendebat illegitimam submissionem monasterii praesidi foederationis, quam ceterum recurrens non impugnaverat).
2. In agro sistimus qui legis violationem transgreditur et Signaturam Apostolicam ad causae meritum diiudicandum perducit, quoties religiosus dimissus causas excusantes oboedientiam adducit (in casu morbus pandemus, nempe covid, ut causa excusans non agnitus est).
3. Consilio ad consensum ad normam can. 699, § 2 Superiori praestandum de dimissione sodalis ne quidem convocato, violatio legis in propatulo est, quae ad invalidam decisionem dimittendi sodalem perducit.
4. Incassum invocatur lex quaedam specialis vel dispensatio quae derogavisset praescripto idem consilium convocandi (in casu in rerum condicione morbi pandemi, nempe covid, non invenitur ratio cur normae recte non applicandae essent: numquam in procedura dimissionis disceptata est impossibilitas recte applicandi normas; ne quidem urgebat necessitas ad exitum proceduram dimissionis statim ducendi; nec ceterum morbus pandemus, nempe covid, habitus est utpote causa excusans sodalis inoboeditionem).
1. La Segnatura Apostolica giudica solo del ricorso istituito, ossia contro il decreto di dimissione (nel caso la ricorrente contestava che era stata illegittima la sottomissione del monastero alla preside della federazione, sottomissione che peraltro la ricorrente non aveva impugnato).
2. Siamo in un campo che va oltre la violazione della legge e conduce la Segnatura Apostolica a giudicare del merito della causa, tutte le volte che un religioso dimesso adduce cause scusanti alla disobbedienza (nel caso il morbo pandemico, ossia il covid, non è stato riconosciuto come causa scusante).
3. Se il consiglio per dare il consenso a norma del can. 699, § 2 al Superiore sulla dimissione di un religioso non è stato neppure convocato, la violazione della legge è in evidenza, e conduce alla invalida dimissione del sodale.
4. Invano è invocata una qualche legge speciale o una dispensa la quale avrebbe derogato al prescritto di convocare il medesimo consiglio (nel caso nella condizione del morbo pandemico, ossia il covid, non si trova la ragione per la quale le norme non si sarebbero dovute applicare correttamente: mai nella procedura di dimissione si è discussa l’impossibilità di applicare correttamente le norme; neppure c’era necessità urgente di condurre a termine subito la procedura di dimissione; né d’altronde il morbo pandemico, ossia il covid, è stato ritenuto quale causa scusante la disobbedienza del sodale).
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini