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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum Congressus of 02.10.2015, Prot. N. 50175/15 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Translationis a paroecia
Content Recursum ad disceptationem admittendum non esse.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 2015, p. 788.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 51; 190 § 2; 1739; 1740-1747; 1746; 1748-1752
Legal Summary
1. Si translatio fiat invito officii titulari, gravis requiritur causa et, firmo semper iure rationes contrarias exponendi, servanda est procedura iure praescripta (cf. can. 190, § 2).
2. Ad praescriptum can. 51 quod attinet, obiectum recursus contentiosi administrativi non est ipsum decretum Episcopi, sed potius decretum competentis Curiae Romanae Dicasterii, quo confirmata est translatio parochi. Etenim ad normam can. 1739 Superior hierarchicus qui de recursu videt, attentis actis et argumentis, in propria decisione potest motiva actus administrativi singularis impugnati quae iusta censet et ob quae actum confirmat exprimere (in casu competentis Curiae Romanae Dicasterii decretum iustam causam translationis invenit praesertim in necessitatibus paroeciae ad quam, quae proprio parocho ab anno 2010 carebat);
3. Decisio ipsius Superioris hierarchici nullo modo infici potest ob indebitam moram ex parte auctoris decreti in recursu transmittendo ad normam can. 1737, § 1.
4. Quoad violationem legis in decernendo ex parte competentis Curiae Romanae Dicasterii ob omissum quodvis examen de merito, in casu de facto in decreto impugnato idem Dicasterium expresse egit de asserta inopportunitate translationis, antequam eam ad normam can. 1739 confirmavit.
Cf. etiam maximae decreti definitivi sub prot. n. 50175/15 CA.
1. Se il trasferimento avvenga contro la volontà del titolare dell’ufficio, si richiede una grave causa e, fermo sempre restando il diritto di esporre le ragioni contrarie, si deve osservare la procedura prescritta dal diritto (cf. can. 190, § 2).
2. Per quanto attiene al prescritto del can. 51, oggetto del ricorso contenzioso amministrativo non è lo stesso decreto del Vescovo, ma piuttosto il decreto del competente Dicastero della Curia Romana, con il quale è stato confermato il trasferimento del parroco. Infatti il Superiore gerarchico che tratta del ricorso a norma del can. 1739, considerati gli atti e gli argomenti, nella propria decisione può esprimere i motivi dell’atto amministrativo singolare impugnato che ritiene giusti e per i quali conferma l’atto (nel caso il decreto del competente Dicastero della Curia Romana trovò la giusta causa del trasferimento soprattutto nelle necessità della parrocchia ad quam, che mancava del proprio parroco dal 2010).
3. La decisione dello stesso Superiore gerarchico non può essere inficiata assolutamente a motivo dell’indebito ritardo da parte dell’autore del decreto nel trasmettere il ricorso a norma del can. 1737, § 1.
4. Quanto alla violazione della legge in decernendo da parte del competente Dicastero della Curia Romana per aver omesso qualsiasi esame sul merito, nel caso di fatto nel decreto impugnato il medesimo Dicastero ha trattato espressamente della asserita inopportunità del trasferimento, prima di confermarlo a norma del can. 1739.
Cf. anche le massime del decreto definitivo nel prot. n. 50175/15 CA.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini