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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 14.12.2021, Prot. N. 55056/20 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Iudicii de merito circa exsecutionem sententiae diei 30 novembris 2017 et imminutionem providentiae, de qua in can. 281, § 2
coram Daneels
Content Ad I. Constare de violatione art. 93, § 4 Legis propriae Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae.
Ad II. Negative.
Ad III. Competere restitutionem expensarum.
Ad IV. Competere reparationem bonae famae.
Notes Cf. decisione del Collegio prot. n. 51606/16 CA , 30 novembre 2017.
Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2021 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2021.pdf
Sources 
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Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 128; 281 § 2
Lex propria Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae Art. 93 § 4
Legal Summary
1. Cum Summus Pontifex iudicium de merito Signaturae Apostolicae commiserit, sola ipsa competentia in re gaudet.
2. Restrictum fere ex toto exercitium omnium facultatum sacerdotalium, eo vel magis si additur vetitum habitum clericalem deferendi, valde appropinquat poenae dimissionis e statu clericali, quae quidem poena nonnisi ob delicta gravissima in iure definita, normis processus poenalis servatis, et certitudine morali de delicto gravissimo eiusque imputabilitate obtenta, imponi potest.
3. Maximi utique momenti est protectio minorum, de qua autem mediis licitis et aequa ratione servata curandum est. Vitandum utique est scandalum, dummodo sit fundatum et non pharisaicum vel fructus sensibilitatis super excitatae. Hac in re habetur Episcoporum officium rectam conscientiam fidelium efformandi.
4. His duobus principiis prae oculis habitis, aequa ratio seu proportio tantummodo haberi potest inter facta non delictuosa, seu imprudentiam, et restrictionem exercitii ministerii sacri solummodo erga pueros (in casu, proinde, revocantur restrictiones exercitii ministerii sacerdotalis recurrenti impositas, vetito tamen exercitio ministerii pastoralis erga pueros. Quotannis ex parte Episcopi examinandum est utrum, necne, illud vetitum tolli possit).
5. Quin sit Signaturae Apostolicae videre de actibus administrativis generalibus seu de normis dioecesanis quoad providentiae mensuram omnibus sacerdotibus “sine officio” tribuendam, ad recurrentem spectat ea providentiae mensura, quae in iisdem normis dioecesanis pro presbyteris “sine officio” statuitur.
6. Restitutio ex iustitia competit recurrenti expensarum reapse factarum in recurrendo pro exsecutione sententiae definitivae seu restitutio aequi honorarii advocato in loco ad rem solvendi vel soluti.
7. Recurrente restitutionem bonae famae petente, quae laesa esset nuntiis a dioecesi publici iuris factis, ne habeatur falsa aestimatio de eiusdem recurrentis condicione, dioecesis, infra mensem a sententia rite publicata, de ea notitias paret easque, obtenta Signaturae Apostolicae approbatione, statim publici iuris faciat in ephemeridibus dioecesis eiusque situ interretiali.
1. Dato che il Sommo Pontefice ha commesso il giudizio di merito alla Segnatura Apostolica, essa unicamente gode di competenza in materia.
2. L’esercizio quasi del tutti ristretto di tutte le facoltà sacerdotali, soprattutto se gli si aggiunge il divieto di portare l’abito clericale, si avvicina molto alla pena della dimissione dallo stato clericale, che è per la verità una pena che si può imporre solo per delitti gravissimi definiti nel diritto, osservate le norme del processo penale e raggiunta la certezza morale di un delitto gravissimo e della sua imputabilità.
3. La protezione dei minori è senza dubbio della massima importanza e di essa d’altronde ci si deve occupare con strumenti leciti e in modo proporzionato. Si deve certo evitare lo scandalo, purché sia fondato e non farisaico o frutto di una sensibilità sopramodo provocata. In questo è dovere dei vescovi formare la retta coscienza dei fedeli.
4. A partire da questi due principi, si può avere una equa relazione o proporzione tra fatti non delittuosi, ossia tra imprudenza, e la restrizione del solo esercizio del ministero sacro rivolto ai bambini (nel caso, perciò, si revocano le restrizioni dell’esercizio del ministero sacro imposte al ricorrente, proibito tuttavia l’esercizio del ministero pastorale rivolto ai bambini. E ogni anno questa proibizione deve essere soggetta ad esame da parte del vescovo, se cioè si possa togliere o no).
5. Senza che sia della Segnatura Apostolica giudicare di atti amministrativi generali ossia delle norme diocesane sull’importo della previdenza che spetta a tutti i sacerdoti “senza ufficio”, al ricorrente spetta l’importo di previdenza che nelle medesime norme diocesane è stabilito per i presbiteri “senza ufficio”.
6. Al ricorrente spetta per giustizia la restituzione delle spese fatte nel ricorso per la esecuzione della sentenza definitiva ossia la restituzione dell’equo onorario da pagare o pagato all’avvocato locale.
7. Poiché il ricorrente chiede la restituzione della buona fama, che sarebbe stata lesa dai comunicati pubblicati dalla diocesi, allo scopo che non si abbia una errata immagine della condizione dello stesso ricorrente, la diocesi, entro un mese dalla data di pubblicazione della sentenza, prepari un comunicato sulla stessa e, ottenuta la approvazione della Segnatura Apostolica, lo pubblichi subito nelle riviste della diocesi e nel suo sito internet.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini