University Faculty
of Canon Law
www.iuscangreg.itCIC1983CCEONorms outside the two CodesResponses of the Apostolic SeeParticular LawProper law / statutesSources of past lawJurisprudenceInternational TreatiesWebsitesLiteraturePeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaSearch enginesLinklistSitemapProfessorsFamous professors from the 20th century
Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 26.03.2021, Prot. N. 52535/17 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Denegatae collationis officii
coram Sandri
Content Decretum Congressus reformandum non esse.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2021 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2021.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 145 § 1; 149 § 1; 157; 269 § 1; 274; 1025 § 2; 1044 § 2, n. 2; 1734 § 1; 1737 § 1
Lex propria Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae Art. 34
Legal Summary
1. Iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam remonstratio de qua in can. 1734, § l, ut recursui hierarchico viam legitime sternat, idem obiectum prae se ferre debet ac recursus de quo in can. 1737, § l (cf. decretum diei 26 martii 2015, prot. n. 50157/15 CA).
2. Iurisprudentia Signaturae Apostolicae clerico non agnoscit ius ad collationem officii ecclesiastici ob meram eiusdem clerici facultatum ordinis sacri possessionem, sed Episcopo reservat potestatem aestimandi eiusmodi collationis opportunitatem, ratione habita boni animarum (in casu Episcopus officii collationem denegavit ob dubium non solutum de clerici idoneitate ad officium cum cura animarum adimplendum: deficiente omni arbitrarietatis nota, nulla habetur violatio legis eo quod Episcopus nullum officium recurrenti assignaverit).
3. Haud obstante obiecto causae ad denegatam officii collationem tantum pertinente, Episcopo consilium iteratur iam a competenti Curiae Romanae Dicasterio praebitum, de opportunitate scilicet revocandi, partim saltem, prohibitionem facultatum sacerdotalium exercitii recurrenti impositam.
4. Ad normam art. 34 Legis propriae Signatura Apostolica videre potest «de reparatione damnorum actu illegitimo illatorum», relate nempe ad actus administrativos singulares legitime coram eadem Signatura Apostolica impugnatos, quin ratio haberi possit antecedentium actuum administrativorum singularium, quos recurrens ad normam iuris haud impugnaverit.
1. Secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica la rimostranza di cui al can. 1734, § l, per aprire legittimamente la strada al ricorso gerarchico, deve avere lo stesso oggetto del ricorso di cui al can. 1737, § l (cf. il decreto del 26 marzo 2015, prot. n. 50157/15 CA).
2. La giurisprudenza della Segnatura Apostolica non riconosce ad un chierico il diritto al conferimento di un ufficio ecclesiastico per il solo fatto che lo stesso chierico possiede le facoltà dell’ordine sacro, ma riserva al vescovo la potestà di valutare l’opportunità di un tale conferimento, avuto riguardo al bene delle anime (nel caso il vescovo ha negato il conferimento di ufficio per il dubbio non risolto circa la idoneità del chierico ad adempiere un ufficio con cura di anime: purché manchi qualsiasi aspetto di arbitrarietà, non si dà violazione della legge per il fatto che il vescovo non abbia assegnato alcun ufficio al ricorrente).
3. Anche se l’oggetto della causa è ristretto solamente alla negazione del conferimento di un ufficio, si rivolge di uovo al vescovo l’invito, già rivoltogli dal competente Dicastero della Curia Romana, circa l’opportunità di revocare almeno in parte la proibizione imposta al ricorrente di esercitare le facoltà sacerdotali.
4. A norma dell’art. 34 della Legge propria, la Segnatura Apostolica può vedere «della riparazione dei danni inferti dall’atto illegittimo», ossia relativamente agli atti amministrativi singolari legittimamente impugnati di fronte alla medesima Segnatura Apostolica, senza che si possa avere riguardo agli atti amministrativi singolari precedenti, che il ricorrente non abbia impugnato a norma del diritto.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini