University Faculty
of Canon Law
www.iuscangreg.itCIC1983CCEONorms outside the two CodesResponses of the Apostolic SeeParticular LawProper law / statutesSources of past lawJurisprudenceInternational TreatiesWebsitesLiteraturePeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaSearch enginesLinklistSitemapProfessorsFamous professors from the 20th century
Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum Collegii of 26.03.2021, Prot. N. 53812/18 CA


Petitioner D.nus X et D.na Y
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Reductionis ecclesiae X in usum profanum
coram Daneels
Content Reformandum esse decretum Congressus dumtaxat quatenus ad disceptationem admissus non erat recursus.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2021 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2021.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 127 § 1; 166; 1222 § 2; 1526 § 1; 1540 § 1; 1541
Lex propria Supremi Signaturae Apostolicae Tribunalis Art. 73 § 1
Legal Summary
1. Si, recursu contentioso administrativo in Congressu utpote manifeste fundamento carente reiecto, aliquod fundatum dubium de legitimitate impugnatae decisionis exsurgit, recursus ad disceptationem coram Iudicibus admittendus erat et consequenter decretum in Congressu latum reformandum est.
2. Consensus parochi ecclesiae reducendae in usum profanum a praescripto can. 1222, § 2 haudquaquam requiritur.
3. Praescriptum can. 1222, § 2, ad legitimam ecclesiae reductionem in usum profanum, praevium requirit consilii presbyteralis consilium, ad quod pandendum consilium convocari debet ad normam can. 166, nisi aliter iure particulari aut proprio cautum sit (cf. can. 127, § 1). In casu tantum in actis prostat attestatio quaedam de singulis quibusdam membris per cursum electronicum respondentibus (ad rem refertur sententia definitiva coram Rouco Varela diei 27 novembris 2012, prot. n. 46165/11 CA). Patet clara contradictio interna inter ipsam attestationem de adunatione habita et acta eidem attestationi adnexa: actum proinde est de auditione singulorum membrorum, qua in sessione praesentes dicuntur ii tantum qui responderunt.
4. Ecclesia de facto diu clausa et re adhuc examinanda solummodo in procedendo, petita impugnatae suspensio decisionis non est concedenda.
1. Se, una volta rigettato in Congresso il ricorso contenzioso amministrativo come manifestamente carente di fondamento, sorge un qualche dubbio fondato sulla legittimità della decisione impugnata, il ricorso era da ammettere alla discussione di fronte ai Giudici e conseguentemente il decreto emanato in Congresso deve essere riformato.
2. Il consenso del parroco della chiesa da ridurre ad uso profano non è per nulla richiesto dal prescritto del can. 1222, § 2.
3. Il prescritto del can. 1222, § 2, per la legittima riduzione di una chiesa ad uso profano richiede il consiglio previo del consiglio presbiterale, per la cui effettuazione si deve convocare il consiglio a norma del can. 166, a meno che sia stabilito diversamente dal diritto particolare o proprio (cf. can. 127, § 1). Nel caso in atti si trova solo una certa attestazione di risposte date per posta elettronica da alcuni singoli membri (al riguardo si fa riferimento alla sentenza definitiva coram Rouco Varela del 27 novembre 2012, prot. n. 46165/11 CA). È evidente la chiara contraddizione interna tra quell’attestazione di una riunione che si sarebbe realizzata e gli atti annessi alla stessa attestazione: si è trattato perciò dell’ascolto di singoli membri, nella cui sessione si dicono presenti solo quelli che avevano risposto.
4. Dal momento che la chiesa è chiusa di fatto da molto tempo e la questione ancora da esaminare è solo quanto alla procedura, non deve essere concessa la richiesta sospensione della decisione impugnata.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini