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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 12.03.2021, Prot. N. 54067/18 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Poenalis
coram Daneels
Publication Periodica 114 (2025) 666-684
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Translations it., Periodica 114 (2025) 667-685
Content Constare de violatione legis in procedendo et in decernendo.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2021 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2021.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 16 § 3; 128; 193; 196 § 1; 1281 § 1; 1296; 1340 § 1; 1342 § 2; 1377; 1389 § 1; 1389 § 2; 1717 § 3; 1728 § 2
Legal Summary
1. Praescriptum can. 1389, § 1 non respicit abusum pro quo iam lege vel praecepto poena sit constituta (in casu proinde non respicit delictum alienationis bonorum ecclesiasticorum, de qua in can. 1377).
2. Delicta de quibus in cann. 1377 et 1389, § 1, praesupponunt dolum; de quo dolo dubium extollitur – nam in dubiis in re poenali benigniora praeferenda est sententia – si, exempli causa, organa vigilantiae praeposita nihil ad rem animadvertebant de modo res oeconomicas gerendi consueto ac pacifico; si mos agendi praepositorum facile in errorem inducebat eorum modum agendi approbatum esse; si nulla admonitio ad munus rectius exercendum foras data est.
3. Amotio ab officio utpote poena ob delictum per decretum poenale imposita re vera privatio habenda est, quae utpote poena perpetua imponi potest per iudicium poenale, minime vero per proceduram poenalem administrativam (constat igitur, in casu, de violatione legis in procedendo ex parte competentis Curiae Romanae Dicasterii, quippe quod per viam administrativam procedat in re quae per viam iudicialem pertractanda esset, verum etiam in decernendo, quatenus confirmet decisionem impugnatum utpote iuri conformem in procedendo).
4. Iuxta communem Signaturae Apostolicae iurisprudentiam competens Curiae Romanae Dicasterium violat legem in decernendo si et quatenus confirmet actum impugnatum quod legem violaverit in procedendo.
5. Frustra arguitur contra recurrentem ipsum delicum confessum non esse; nam accusatus ad confitendum delictum non tenetur (cf. can. 1728, § 2).
6. Sententia ligat tantum personam recurrentis et rem afficit pro qua data est (in casu sententia non afficit cetera collegii membra, quippe qui tempore opportuno decisiones adversas haudquaquam impugnaverunt).
1. Il prescritto del can. 1389, § 1 non riguarda un abuso per il quale sia già costituita una pena da una legge o da un precetto (nel caso perciò non riguarda il delitto di alienazione di beni ecclesiastici, di cui nel can. 1377).
2. I delitti di cui ai cann. 1377 e 1389, § 1, presuppongono il dolo, del quale si evidenzia il dubbio – infatti nei dubbi in materia penale si deve preferire la opinione più benevola – se, per esempio, gli organi deputati alla vigilanza non facevano nessuna osservazione sul modo consueto e pacifico con il quale erano condotte gli affari economici; se il modo comune di agire dei preposti induceva facilmente in errore che il loro modo di procedere fosse approvato; se non sia stata data alcuna ammonizione per un esercizio più retto del proprio compito.
3. La rimozione dall’ufficio imposta come pena per un delitto tramite un decreto penale è in realtà una privazione, la quale, come pena perpetua, può essere imposta con un giudizio penale, ma non assolutamente attraverso una procedura penale amministrativa (consta perciò, nel caso, della violazione della legge in procedendo da parte del competente Dicastero della Curia Romana, in quanto proceda attraverso la via amministrativa in una materia che dovrebbe essere trattata per la via giudiziale, ma anche in decernendo, in quanto confermi la decisione impugnata come conforme in procedendo al diritto.
4. Secondo la comune giurisprudenza della Segnatura Apostolica viola la legge in decernendo il competente Dicastero della Curia Romana se e per quanto confermi un atto impugnato che abbia violato la legge in procedendo.
5. Si rileva inutilmente contro il ricorrente che egli non abbia confessato il delitto; infatti l’accusato non è tenuto a confessare il delitto (cf. can. 1728, § 2).
6. La sentenza lega solo la persone del ricorrente e dispone della materia per la quale è stata data (nel caso la sentenza non dispone circa gli altri membri del collegio, che appunto non hanno per nulla impugnato in tempo dovuto le decisione sfavorevoli).
 French
Comments G.P. Montini, «Delitti in ambito economici e vigilanza. Commento alla sentenza definitiva della segnatura Apostolica nella causa prot. n. 54067/18 CA», Periodica 114 (2025) 686-704.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini