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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 17.03.2020, Prot. N. 53018/17 CA


Petitioner D.na X
Respondent Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Object Dimissionis
coram Martínez Sistach
Content Constare de violatione legis in procedendo et in decernendo.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2020 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2020.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 18; 700
Lex propria Supremi Signaturae Apostolicae Tribunalis art. 73 § 2, n. 1
Legal Summary
1. Recursus, utpote undecimo die, scilicet extra terminum peremptorium decem dierum, de quo in can. 700, interpositus, reiectus haud habendus est si competens Curiae Romanae Dicasterium ad recurrentem declaraverit «hemos recibido la documentación», scilicet confìrmavit receptionem recursus, praetermissa quaestione de eius legitima interpositione, atque, in exspectatione ulteriorum notitiarum, recurrentem certiorem fecit de effectu suspensivo recursus ad normam can. 700.
2. Omissio notificationis decreti quo sodalis dimittitur iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam tantum exsecutionem dimissionis praepedit, minime tamen recursum, de quo in can. 700, irritum vel illegitimum reddit.
3. Recursum ante validam notificationem decreti dimissionis interponi non posse, coarctat ius recurrendi contra principium strictae interpretationis cui subsunt leges liberum iurium exercitium coercentes (cf. can. 18). Signaturae Apostolicae iurisprudentia enim admittit recursum contra decisionem latam etiamsi nondum notificata fuisset (cf. art. 73, § 2, n. 1 Legis propriae), cum nullus terminus peremptorius pro legitima notificatione actus impugnati a lege universali datus fuerit (ad rem refertur sententia definitiva diei 20 ianuarii 1986 coram Silvestrini, prot. n. 17156/85 CA).
4. Recursus post serotinam decreti dimissionis notificationem propositus non utpote novus recursus habendus est, sed potius procecutio et perfectio primi recursus, eo quod idem est petitum, nempe rescissio decreti dimissionis, et eadem ac ratio petendi in utroque recursu.
1. Un ricorso interposto l’undicesimo giorno, ossia fuori del termine perentorio di dieci giorni di cui al can. 700, non si può considerare rigettato se il competente Dicastero della Curia Romana, tralasciando la questione della sua legittima proposizione, abbia dichiarato al ricorrente «abbiamo ricevuto la documentazione», abbia così confermato la ricezione del ricorso, e, in attesa di ulteriori notizie, abbia reso noto al ricorrente dell’effetto sospensivo del ricorso a norma del can. 700.
2. La omissione della notificazione del decreto di dimissione di un sodale secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica impedisce solamente la esecuzione della dimissione, ma non rende assolutamente nullo o illegittimo il ricorso di cui al can. 700.
3. Che un ricorso non possa essere proposto prima della valida notificazione del decreto di dimissione coarta il diritto di ricorrere contro il principio di stretta interpretazione al quale soggiacciono le leggi che restringono il libero esercizio dei diritti (cf. can. 18). La giurisprudenza della Segnatura Apostolica infatti ammette un ricorso contro una decisione presa ancorché non ancora notificata (cf. art. 73, § 2, n. 1 della Legge propria), dal momento che per la legittima notificazione di un atto impugnato non sia dato un termine perentorio dalla legge universale (al riguardo si fa riferimento alla sentenza definitiva del 20 gennaio 1986 coram Silvestrini, prot. n. 17156/85 CA).
4. Un ricorso proposto dopo la ritardata notificazione di un decreto di dimissione non si deve considerare un nuovo ricorso, ma piuttosto la prosecuzione e il perfezionamento di un primo ricorso, per il fatto che identica è la domanda, naturalmente la rescissione del decreto di dimissione, e identica la ragione della domanda in entrambi i ricorsi.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini