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Jurisprudencia de la Signatura Apostólica en materia contencioso-administrativa
 
 

Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica
Sententia definitiva del 25.06.2020, Prot. N. 53888/18 CA


Actor Rev.da X
Demandado Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Objeto Esclaustrationis impositae
coram Daneels
Contenido Non constare de violatione legis in procedendo.
Constare de violatione legis in decernendo.
Notas Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2020 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2020.pdf
Fuentes 
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Legenda
 
Cánones del Código de 1983
Todos los cánones que pueden leerse en la parte in iure o en la parte in facto de las decisiones se indican en las fuentes.
Los cánones que son el objeto principal de la decisión o sobre los que la decisión establece un principio de interpretación se muestran en negrita.
Aparecen en cursiva los cánones del Código de 1983:
- que no aparecen en el texto de la decisión, pero que son tratados en la decisión;
- que corresponden a los cánones del Código de 1917, de los que trata la decisión (tomada anterior a 1983).

Otras fuentes
Se informa de todas las fuentes que pueden leerse en la parte in iure y en la parte in facto de las decisiones.
CIC cann. 51; 686 § 3
Máximas
1. Non sustinetur defectus motivationis decreti, de quo in can. 51, quoties exclaustrationis decretum remittit ad rationes relate ad casum concretum a Superiorissa generali exhibitas, quae rationes cum Sorore exclaustranda communicatae erant et quas adversus ipsa Soror eiusque advocatus argumenta contraria proposuerant.
2. Causae graves exsistere debent et nexum necessarium cum exclaustratione imponenda habere.
3. Agitur de rationibus quae nexum non habent cum necessitate pacem in Instituto, tempore quo exclaustratio imposita est, restaurandi, quippe quae referuntur ad quandam oppositionem tempore quo Institutum sub Commissaria Apostolica fuerat, tempore quo Soror munere directricis nosocomii fungebatur. Exclaustratio enim est remedium ad pacem in Instituto restaurandam, et asserta eius ex parte Sororis ob illas rationes allatas pacis disturbatio, si et quatenus antea reapse habebatur, tempore quo exclaustratio imposita est iam diu non amplius exsistebat.
4. Punitio seu poena propter abusus oeconomicos vel oppositionem erga Commissariam Apostolicam, vel si verae fuissent, non sunt inter causas legitimas exclaustrationis impositae. Quod vero exclaustratio imposita in casu hunc illegitimum finem poenalem sapit, insinuatur ex litteris quibus Superiorissa generalis, vel citatis praescriptis cann. 1371 et 1341, a Dicasterio exclaustrationem impositam petiit.
5. Superiorissa generalis et Dicasterium ullo modo indicaverunt quo modo Soror per communicationes pacem in Instituto graviter disturbavisset, adeo ut ad eius pacem restaurandam exclaustratio requireretur.
6. Quoad aequitatem et caritatem servandam animadvertitur quoque quod Superiores, praeter sustentationem et assistentiam socialem, curare debent ut media apta sodali exclaustratae praesto sint quae eius reditum pacificum in sinu Instituti forte promovere possint (cf. decretum definitivum in una Indianapolitana, coram Versaldi, diei 18 iunii 2016, prot. n. 50159/15 CA, n. 8).
1. Non si sostiene la mancanza di motivazione, di cui al can. 51, ogniqualvolta il decreto di esclaustrazione rimette ai motivi esibiti dalla Superiora generale per il caso specifico, e quei motivi erano stati comunicati alla Suora da esclaustrare che, con il suo Avvocato, aveva proposto argomenti contro gli stessi.
2. Le cause gravi devono esistere e devono avere una relazione necessaria con la esclaustrazione che si deve imporre.
3. Non si tratta di motivi che hanno una relazione con la necessità di restaurare la pace nell’istituto al momento nel quale la esclaustrazione è stata imposta, quelli appunto che fanno riferimento ad una certa opposizione nel tempo in cui l’istituto era sotto la Commissaria Apostolica, nel tempo in cui la Suora aveva il’ufficio di direttrice di un ospedale. L’esclaustrazione, infatti, è un rimedio per riportare la pace nell’istituto, e la asserita perturbazione della pace da parte della Suora per quei motivi addotti, se e per quanto antecedentemente vi fu, al tempo nel quale l’esclaustrazione è stata imposta, da da lungo tempo non esisteva più.
4. La punizione ossia la pena per abusi economici o per l’opposizione fatta alla Commissaria Apostolica, anche nel caso corrispondessero alla verità, non rientrano tra le cause legittime dell’esclaustrazione imposta. Che poi nel caso l’esclaustrazione imposta risenta di questo fine illegittimo, è insinuato dalla lettera con la quale la Superiora generale, citati addirittura i prescritti dei canoni 1371 e 1341, chiese al Dicastero di imporre l’esclaustrazione.
5. Né la Superiora generalis né il Dicastero indicarono in alcun modo come la Suora abbia disturbato la pace nell’istituto attraverso i suoi messaggi, così che si richiedesse l’esclaustrazione per riportare la pace nel medesimo.
6. Quanto all’equità e carità che devo essere rispettate si osserva anche che le Superiore, oltre al sostentamento e all’assistenza sociale, devono fare in modo che la sodale esclaustrata abbia a disposizione i mezzi adatti che possano del caso promuovere il suo ritorno pacifico in seno all’Istituto (cf. decreto definitivo in una causa di Indianapolis, coram Versaldi del 18 giugno 2016, prot. n. 50159/15 CA, n. 8).
 francés

Autor de las máximas (en latín) y de la versión italiana: © G. Paolo Montini