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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 24.02.2017, Prot. N. 49165/14 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Pontificium Consilium pro Laicis
Object Dimissionis a consociatione
coram Stankiewicz
Content Non constare de legis violatione in procedendo vel in decernendo.
Notes Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2017, in vatican.va/content/dam/romancuria/ segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2017.pdf
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 128; 308; 699 § 1; 1738
LP Art. 101
Legal Summary
1. Extra limites iuris defensionis haud dubie exstat investigatio ex officio peragenda de Commissario Pontificio et coetu Consociationi moderante tamquam praerequisitum decisionis ferendae de recurrentis dimissione. Nam eiusmodi investigatio iure requisita non erat ad legitimitatem dimissionis; ceterum nominatio Commissarii Pontificii intra terminum lege statutum a nemine impugnata est.
2. De iure defensionis denegato sermo fieri nequit: nam de necessitate voti collegialis secreti cavet can. 699, § 1, quoad religiosorum dimissionem, non autem consociatorum; praescriptum can. 1738 de iure recurrentis utendi patrocinio servatur si, dimisso ex praecepto priore Advocato-Procuratore, statim alius Patronus eligitur; ius communicandi cum Commissario Pontificio ad mentem Statutorum non excludit quod per epistulas eveniat.
3. Dimissio a consociatione (publica) ob legis violationem in decernendo illegitime haberi nequit si constet de recurrentis inoboedientia praeceptis disiungendi se a quodam interventu prioris Patroni, adhaerendi conclusionibus, decisionibus atque provisionibus competentis Curiae Romanae Dicasterii, abstinendi ab actionibus adversus eiusdem Dicasterii indicationes.
4. Reiecto recursu, de damnorum refectione, vagis ceterum verbis expetita, videndum non est propter defectum praesuppositi, seu actus illegitimi (cf. can. 128 et art. 101 Legis propriae Signaturae Apostolicae).
1. È senza dubbio fuori dai limiti del diritto di difesa la indagine da condurre ex officio sul Commissario Pontificio e il gruppo dirigente di una associazione, come prerequisito alla decisione da prendere sulla dimissione del ricorrente. Infatti una simile indagine non è richiesta dal diritto per la legittimità della dimissione; del resto la nomina del Commissario Pontificio non è stata impugnata da alcuno entro il termine stabilito dalla legge.
2. Non si può parlare di diritto della difesa negato: infatti il can. 699, § 1 tratta della necessità del voto collegiale segreto per la dimissione dei religiosi, non degli associati; il prescritto del can. 1738 sul diritto del ricorrente al patrocinio è osservato se, lasciato per obbedienza il precedete Avvocato-Procuratore, subito è scelto un altro Patrono; il diritto di comunicare secondo gli statuti con il Commissario Pontificio non esclude che avvenga attraverso lettere.
3. Non si può considerare illegittima la dimissione da una associazione (pubblica) per violazione della legge in decernendo se consti della disobbedienza del ricorrente ai precetti di dissociarsi dall’intervento di un precedente Patrono, di aderire alle conclusioni, decisioni e provvedimenti del competente Dicastero della Curia Romana, di non porre in atto azioni contro le indicazioni del medesimo Dicastero.
4. Rigettato il ricorso, non si deve giudicare sulla riparazione dei danni, tra l’altro richiesta con espressioni vaghe, per mancanza del presupposto, ossia dell’atto illegittimo (cf. can. 128 e art. 101 della Legge propria della Segnatura Apostolica).
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini