University Faculty
of Canon Law
www.iuscangreg.itCIC1983CCEONorms outside the two CodesResponses of the Apostolic SeeParticular LawProper law / statutesSources of past lawJurisprudenceInternational TreatiesWebsitesLiteraturePeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaSearch enginesLinklistSitemapProfessorsFamous professors from the 20th century
Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 28.02.1998, Prot. N. 27767/97 CA


Petitioner D.nae X, Y, Z
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Suppressionis Fundationis
coram Davino
Content Decretum Congressus reformadum non esse, iuxta quod recursus non admittitur ad disceptationem ob defectum legitimationis activae in recurrentibus.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 1998, p. 884.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 114 § 1; 515 § 1; 1737
Legal Summary
1. Extra controversiam est ad validum recursum proponendum adversus actum administrativum requiri, praeter capacitatem agendi, activam legitimationem. Requirit ius ut recurrens gaudeat iuridica condicione subiectiva quam condicionem actus administrativus significativo modo tetigit. Recurrere igitur valet qui aliquid pati potest ex recursus reiectione et decreti exsecutione et, e converso, beneficium aliquod, iure tutatum, acquirere potest ex recursus favorabili exitu (ad rem citatur Decretum diei 21 novembris 1987).
2. Recurrentibus legitimatio activa in casu suppressionis fundationis ex quadam analogia cum iure paroecianorum recurrendi adversus paroeciae suppressionem agnosci nequit. Relatio revera quae instauratur inter christifideles et paroeciam longe distat a nexu qui oritur inter fundationem et personam vel personas physicas quae partem habent in fundationis moderatione. Certo certius membra paroeciae interesse habere possunt ut in omnibus servetur ius canonicum cum, in casu, gravamen ipsis provenire possit ex paroeciae ipsius suppressione. E contra nescitur quo modo recurrentes, in casu, gravati esse possunt e fundationis suppressione: nam «etsi recurrentes sese dedicaverint finibus Fundationis, suppressio Fundationis non mutat earum condicionem personalem» (impugnatum Congressus decretum).
3. Nec gravamen provenit in casu ex eo quod suppressio Fundationis laesionem bonae famae personarum quae in vita Fundationis partes habuerunt importet. Nam decretum suppressionis ne verbum quidem includit quod denuntiet vel saltem aliquid insinuet bonae famae recurrentium damnosum vel noxium.
1. È fuori discussione che per proporre validamente un ricorso contro un atto amministrativo è richiesta, oltre alla capacità di agire, la legittimazione attiva. Il diritto richiede che il ricorrente goda di una condizione giuridica soggettiva che l’atto amministrativo abbia toccato in modo notevole. Può quindi ricorrere chi dal rigetto del ricorso e dall’esecuzione del decreto può patire qualcosa e, corrispettivamente, dall’esito favorevole del ricorso può ottenere un qualche beneficio, tutelato giuridicamente (è citato al riguardo il decreto del 21 novembre 1987).
2. Non si può riconoscere ai ricorrenti la legittimazione attiva nel caso di soppressione di una fondazione da una certa analogia con il diritto dei parrocchiani di ricorrere contro la soppressione di una parrocchia. La relazione in realtà che si instaura tra i fedeli e la parrocchia è molto distante dal nesso che nasce tra una fondazione e la persona o le persone fisiche che partecipano all’attività della fondazione. I membri di una parrocchia possono certamente avere interesse che si osservi in tutto il diritto canonico dal momento che dalla soppressione della parrocchia potrebbe provenire loro nel caso un gravame. Non si sa invece come i ricorrenti nel caso possano essere gravati dalla soppressione di una fondazione: infatti, «anche se i ricorrenti si siano dedicati ai fini della fondazione, la soppressione della fondazione non muta la loro condizione personale» (decreto impugnato del Congresso).
3. Neppure il gravame proviene nel caso per il fatto che la soppressione della fondazione importerebbe la lesione della buona fama delle persone che partecipavano alla vita della fondazione. Infatti il decreto di soppressione non include neppure una parola che denunzi o anche solo insinui qualcosa di dannoso o nocivo della buona fama dei ricorrenti.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini