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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 03.07.2004, Prot. N. 32943/01 CA


Parte attrice D.na X
Parte convenuta Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Oggetto Nullitatis constitutionis in personam iuridicam
coram Coccopalmerio
Contenuto Decretum Congressus non esse reformandum.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2004, p. 784.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 57; 1733; 1734-1735; 1737
Regolamento Generale della Curia Romana art. 135
art. 136 § 2
Massime
1. In casu decreti quod petitionem reicit vel in casu silentii, auctor petitionis, qui proinde, gravatum se putet, potest recursum proponere, in hac factispecie autem non ad decretum iam latum emendandum, sed ad decretum nondum latum obtinendum.
1. Nel caso di un decreto che rigetta la domanda o nel caso di silenzio, l’autore della domanda, che pertanto si senta gravato, può proporre ricorsoi , in questa fattospecie, non per la correzione di un decreto già emanato, ma per ottenere un decreto non ancora emanato.
2. Contra praescriptum art. 136, § 2 Ordinationis generalis Romanae Curiae adhibitum (in casu competens Curiae Romanae Dicasterium responsionem sine die distulerat) recursus patent ad normam iuris, id est per beneficium novae audientiae vel/et recursus ad Signaturam Apostolicam, salvo utcumque manente recursu adversus silentium ad normam can. 57, § 2 constitutum.
2. Contro l’uso del prescritto dell’art. 136, § 2 del Regolamento Generale della Curia Romana (nel caso il competente Dicastero della Curia Romana aveva differito senza scadenza la risposta) sono possibili i ricorsi a norma del diritto, ossia il beneficio di nuova udienza o/e il ricorso alla Segnatura Apostolica, rimanendo comunque salvo il ricorso avverso il silenzio che si sia costituito a norma del can. 57, § 2.
3. Recursu ob terminos peremptorios elapsos reiecto, non pertinet ad Signaturam Apostolicam de merito videre adeo ut ex reiectionis decreto haudquaquam concludi possit rationes a recurrente allatas, ad meritis causae quod attinet, valere.3. Rigettato il ricorso per decorso dei termini perentori, non compete alla Segnatura Apostolica di giudicare del merito, così che dal decreto di rigetto non si possa assolutamente concludere che le ragioni portate dal ricorrente che riguardano il merito valgano.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini