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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 18.03.2006, Prot. N. 31858/C/04 CA


Parte attrice Ordo X
Parte convenuta Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Oggetto Concessionis Capituli electionis
coram Erdȍ
Contenuto Non constat de violatione legis in procedendo vel in decernendo.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2006, p. 726.
Cf. etiam prot. n. 31858/04 CA.
Cf. etiam prot. n. 31858/C/04 CA (09.05.2008)
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 57 § 1; 57 § 2; 118; 120 § 1; 142 § 1; 303; 1446 §§ 1-2; 1496 § 2; 1526 § 1; 1611, n. 2; 1651; 1733 § 2; 1739
NS art. 113; art. 126;  
PB art. 106 § 1; art. 111
Massime
1. In casu pronuntiationis negativae, qua nempe edictum est non constare de illegitimitate actus impugnati, idem actus vim suam primaevam retinet, nec quidquam superest iudicandum vel exsequendum, eo vel magis si nulla actus impugnati suspensio decreta fuerit.
1. Nel caso di pronuncia negativa, con la quale cioè si è deciso che non consta della illegittimità dell’atto, il medesimo atto conserva la sua forza primitiva e non rimane alcunché da giudicare o da eseguire, soprattutto se non sia stata decisa alcuna sospensione dell’atto impugnato.
2. Silentium de quo in can. 57, una cum eius consectariis (cf. can. 57, § 3), efformatur si et quatenus petitio ad decretum obtinendum legitime proponatur (cf. can. 57, § 1); quod legitime dici nequit si 1) petenti revocata est facultas agendi nomine personae iuridicae in cuius favorem petitio porrigatur; 2) decretum obtinendum iure non requiratur; 3) auctoritas ecclesiastica iam antea negative eidem petitioni respondit, quam adversus responsionem recursus in terminis propositus non fuerit.2. Il silenzio di cui al can. 57, con le sue conseguenze (cf. can. 57, § 3), si costituisce se e per quanto la domanda per ottenere il decreto si proponga legittimamente (cf. can. 57, § 1); e non può dirsi legittimamente se 1) a chi chiede è stata revocata la facoltà di agire nel nome della persona giuridica per il cui vantaggio è presentata la domanda; 2) il decreto da ottenere non sia richiesto dal diritto; 3) l’autorità ecclesiastica già prima abbia risposto negativamente alla medesima domanda e avverso quella risposta non sia stato proposto ricorso nei termini.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini