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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum Congressus of 30.05.2014, Prot. N. 48568/13 CA


Petitioner D.na X et alii
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Exsecutionis sententiae H.S.T. diei 21 maii 2011
Publication W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 298-305
J 77 (2021) 197-205
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Translations angl.: W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 298-305; J 77 (2021) 197-205
Content Constat sententiam exsecutioni mandatam esse
Notes Cf. decisione del Collegio prot. n. 41719/08 CA , 21 maggio 2011
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 212 § 2; 532; 562; 1214; 1220; 1276; 1279 § 1; 1284 § 2, n. 1; 1400 § 2
Lex propria Supremi Signaturae Apostolicae Tribunalis art. 94
Legal Summary
1. Iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam ecclesia subsidiaria pro cultu divino reapse adhibenda est, servatis servandis, et spectat ad auctoritatem competentem, in primis parochum, frequentiam et formam exercitii cultus divini in ea pro discretione moderari.
2. Parochus vel rector providere debet non tantum ad munditiam et decorem ecclesiae, sed etiam, tamquam administrator bonorum, aedificium sacrum conservandum et tuendum aptis mediis curare tenetur sub vigilantia Episcopi dioecesani.
3. Haud licet ut quis reductionem ecclesiae in usum profanum per neglegentem eiusdem ecclesiae curam consulto provocare conetur.
4. Quam adversus neglegentiam christifidelibus integrum est rem deferre ad Ordinarium, cui ius et officium est interveniendi in casu neglegentiae, salvo iure recurrendi etiam ad Sanctam Sedem, ad normam iuris.
5. Contra declarationem peractae exsecutionis, a competenti Curiae Romanae Dicasterio foras datam, patet remonstratio coram ipso Dicasterio ad decisionis revocationem vel emendationem, vel impugnatio coram Signatura Apostolica ad normam art. 94 Legis propriae (in casu, Dicasterium statuit sententiam exsecutioni mandatam esse per usum ecclesiae “for occasional services”, quam quidem declarationem recurrentes haud impugnaverunt).
6. Ecclesia aliquando, etsi raro, pro sacris celebrationibus de facto adhibita, ulteriores quaestiones circa frequentiam et formam exercitii cultus divini in ecclesia necnon de eiusdem ecclesiae cura et conservatione pertractandae sunt ad normam iuris coram quo de iure.
1. Secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica una chiesa sussidiaria deve essere realmente usata per il culto divino, osservato quanto deve essere osservato, e spetta all’autorità competente, in primo luogo al parroco, regolare discrezionalmente la cadenza e la forma dell’esercizio del culto divino in essa.
2. Il parroco o il rettore deve provvedere non solo alla pulizia e al decoro della chiesa, ma è tenuto anche, quale amministratore dei beni, a curare con mezzi adeguati la conservazione e la difesa dell’edificio sacro, sotto la vigilanza del vescovo diocesano.
3. Non è lecito tentare di provocare appositamente la riduzione di una chiesa ad uso profano attraverso la negligenza nella cura della chiesa.
4. Contro questo tipo di negligenza è diritto dei fedeli deferire la cosa all’Ordinario, al quale compete il diritto e il dovere di intervenire nel caso di negligenza, salvo il diritto di ricorrere anche alla Santa Sede, a norma del diritto.
5. Contro la dichiarazione dell’avvenuta esecuzione, emanata dal competente Dicastero della Curia Romana, è aperta la via della rimostranza di fronte allo stesso Dicastero per la revoca o la correzione della decisione, oppure dell’impugnazione alla Segnatura Apostolica a norma dell’art. 94 della Legge propria (nel caso, il Dicastero stabilì che la sentenza era stata mandata ad esecuzione grazie all’uso della chiesa “per qualche occasionale servizio liturgico”, e poi questa dichiarazione i ricorrenti non la impugnarono).
6. Una volta che una chiesa, ancorché raramente, sia di fatto usata per celebrazioni sacre, le ulteriori questioni circa la cadenza e la forma dell’esercizio del culto divino nella medesima chiesa, come pure della cura e conservazione della stessa chiesa si devono trattare a norma del diritto di fronte all’autorità competente.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini