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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 14.11.2007, Prot. N. 38008/06 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Nominationis parochi
coram Martínez Sistach
Contenuto Decretum Congressus non esse reformandum.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2007, p. 736.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 50; 274 § 2; 274 § 2, n. 2; 524
Massime
1. Nominatio vicarii paroecialis ad officium parochi promotio censenda est. Si et quatenus in casu habeatur laesio bonae famae, haec haudquaquam oritur ex impugnata nominatione ad officium parochi, sed aliunde. Hic vero tantum videndum est de obiecto huius recursus, haudquaquam de aliis rebus.
1. La nomina all’ufficio di parroco di un vicario parrocchiale si deve considerare una promozione. Se e per quanto si abbia nel caso una lesione della buona fama, questa lesione non sorge assolutamente dalla impugnata nomina all’ufficio di parroco, ma da altrove. Ma qui si deve vedere solo dell’oggetto di questo ricorso, non assolutamente di altre cose.
2. Quod attinet ad praescriptum can. 50, iuxta quod auctoritas competens «antequam decretum singulare ferat [...] quantum fieri potest, eos audiat quorum iura laedi possunt», hoc animadvertendum est: non agitur, proprie, de forma procedendi quae directe definiteque vinculat ad validitatem, quae ratio procedendi praeterea tantum observanda est «quantum fieri potest».
2. Quanto al prescritto del can. 50, secondo il quale l’autorità competente «prima di dare un decreto singolare [...] per quanto è possibile, ascolti coloro i cui diritti possono essere lesi», si deve osservare questo: non si tratta propriamente di una forma di procedere che direttamente e precisamente vincola per la validità: tale modo di procedere peraltro è da osservare «per quanto è possibile».
3. Auditio vicarii foranei ante nominationem parochorum, secundum normam can. 524, ordinatur ad iuvandum Episcopum dioecesanum, adeo ut hic possit scientiam habere de idoneitate parochi et etiam meliorem decisionem ferre pro bono paroeciae. Episcopus in casu non de notificatione, sed de colloquio cum vicariis foraneis circa nominationem recurrentis attestatus est. Hoc ad adimplendum praescriptum can. 524 sufficit, praesertim ob valde incertam doctrinam circa interpretationem praefati canonis.3. L’ascolto del vicario foraneo prima della nomina dei parroci, secondo la norma del can. 524, è volto ad aiutare il Vescovo diocesano a che possa acquisire una conoscenza dell’idoneità del parroco e anche prendere la migliore decisione per il bene della parrocchia. Nel caso il Vescovo ha attestato non tanto di aver avvertito, ma di aver interloquito con i vicari foranei sulla nomina del ricorrente. Questo basta per il compimento del can. 524, tenuto conto in modo particolare della notevole incertezza dottrinale sull’interpretazione del menzionato canone.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini