Universität Kanonistische Fakultät www.iuscangreg.itCIC1983CCEONormen außerhalb der CodicesAntworten des Apostolischen StuhlsPartikularrechtEigenrecht / StatutenFrühere RechtsquellenRechtsprechungInternationale VerträgeWebsitesLiteraturPeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaSuchfunktionenLinklistSitemapLehrendeBekannte Professoren aus dem 20. Jh.
Rechtsprechung der Apostolischen Signatur über Verwaltungsstreitigkeiten
 
 

Oberster Gerichtshof der Apostolischen Signatur
Sententia definitiva vom 22.11.2008, Prot. N. 38820/06 CA


Kläger Exc.mus Archiepiscopus
Belangte Partei Congregatio pro Clericis
Gegenstand Translationis
coram Burke
Inhalt Non constare de violatione legis in procedendo et in decernendo.
Anmerkungen Cf. L’attività della Santa Sede 2008, p. 614.
Rechtsquellen 
?
Legenda
 
Canones des CIC1983
Alle in den Entscheidungen (sowohl im Teil in iure als auch im Teil in facto) erwähnten Canones sind als Quellen angegeben.
In Fettschrift werden diejenigen Canones angezeigt, die den Hauptgegenstand der Entscheidung bilden oder zu denen die Entscheidung ein Auslegungsprinzip formuliert.
In Kursivschrift werden diejenigen Canones des CIC von 1983 angezeigt,
- die nicht im Text der Entscheidung genannt sind, mit denen sich die Entscheidung aber befasst;
- die denjeingen Canones des CIC1917 entsprechen, von denen die - vor 1983 gefällte - Entscheidung handelt.

Andere Quellen
Es werden alle Quellen angegeben, die im Text Entscheidung (in iure oder in facto) erwähnt sind.
CIC cann. 51; 517 § 1; 1749; 1748-1752
Leitsätze
1. Etiamsi Episcopus pluries unicum motivum translationis parocho communicavit, oportet in ipso decreto quo translatio efficitur motivum translationis indicare. Competens Curiae Romanae Dicasterium ergo nullum errorem in decernendo patravit in decreto Episcopi ob carentiam motivorum expressorum infirmando.
2. Si unicus defectus in procedendo, seu defectus motivorum in ipso decreto translationis, statim Episcopo notificatus fuisset, ipse sine mora vitio mederi potuisset cum emissione novi decreti, motivis saltem summarie expressis.
3. Canon 1749 ad consilium et suasiones de quibus in can. 1748 remittit, ideoque minime requiruntur novum consilium et novae suasiones.
4. Invitatio ad rationes scripto exponendas, propter quas parochus consilium et suasiones Episcopi obsequi non intendat, ab Episcopo perficienda nullo modo a disciplina canonica requiritur, si parochus suas rationes contra translationem propositam ample cum Episcopo communicavit.
5. Ex eo quod eodem tempore quo translatio proponitur pro munere suo Episcopus correctionem cuiusdam actionis pastoralis perficiat, deduci nequit translationem tegere reapse amotionem: ex mera coincidentia duarum actionum causalis earundem conexio deduci nequit (in casu, unus finis translationis ab Episcopo indicatus erat necessitas vel utilitas ministerii sacerdotalis in paroecia magnae aestimationis, cuius parochus ob senectutem et infirmitatem ibi amplius ministerium praestare non poterat).
1. Anche se il Vescovo ha più volte comunicato al parroco l’unico motivo del trasferimento, è necessario che si indiche il motivo del trasferimento nello stesso decreto con il quale avviene il trasferimento.
2. Se subito fosse stato avvertito il Vescovo dell’unico difetto nella procedura, ossia la mancanza dei motivi nello stesso decreto di trasferimento, il Vescovo avrebbe potuto immediatamente rimediare alla cosa con l’emissione di un nuovo decreto con i motivi espressi almeno in modo sommario.
3. Il can. 1749 rimette al consiglio e ai pressanti inviti di cui al can. 1748 e pertanto non si richiedono un nuovo consiglio e nuovi pressanti inviti.
4. La normativa canonica non richiede per nulla che sia dal Vescovo rivolto l’invito ad esporre per iscritto le ragioni per le quali il parroco non intenda assecondare il consiglio e i pressanti inviti dello stesso Vescovo, se il parroco ha ampiamente comunicato al Vescovo le sue ragioni contro la proposta di trasferimento.
5. Dal fatto che nel medesimo tempo, nel quale il trasferimento è proposto, il Vescovo in forza del suo compito realizzi la correzione di una qualche attività pastorale, non si può dedurre che il trasferimento ha in realtà coperto una rimozione: dalla mera coincidenza delle due azioni non si può dedurre il nesso causale delle stesse (nel caso, l’unico fine del trasferimento indicato dal Vescovo era stato la necessità o l’utilità del ministero sacerdotale in una parrocchia di grande importanza nella diocesi, il cui parroco per vecchiaia e malattia non poteva più prestarvi il ministero).
 Französisch

Autor der Leitsätze (auf Latein) und der italienischen Übersetzung: © G. Paolo Montini

Zitierfähiger Link zu dieser Seite: https://www.iuscangreg.it/stsa?id=267&lang=IT