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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 24.06.2014, Prot. N. 47888/13 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Exercitii ministerii sacerdotalis
coram Versaldi
Content Non constare de violatione legis in procedendo et in decernendo relate ad decretum A [quo exercitium ministerii coarctatur].
Constare de violatione legis in procedendo et in decernendo relate ad decretum B [quo decisio de qua supra post annum confirmatur].
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 2014, p. 782
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 50; 51; 277 §§ 2-3
Legal Summary
1. Iuxta communem Signaturae Apostolicae iurisprudentiam, ex una gravitate Ordinarii decisionis poenalis actus natura deduci nequit, qui actus administrativus manet; nam nullum delictum puniendum in casu adest atque procedura in actum redacta plane hoc significat (in casu decisio exstat exercitium sacerdotale ad tempus indefinitum penitus coarctandi, et quidem pro bono Ecclesiae et ipsius sacerdotis).
2. Poenali actus natura exclusa, manet utique obligatio in procedura administrativa praescripta cann. 50 et 51 servandi (quoad hoc novissimum canonem, in casu, competens Curiae Romanae Dicasterium motiva in decreto Ordinarii insufficienter exposita complevit atque insuper indolem non perpetuam decisionis ab Ordinario latae clarius patefecit, examen quotannis peragendum praecipiendo de congruitate illius decisionis).
3. Ad Signaturam Apostolicam iuxta legis praescripta atque communem iurisprudentiam, iudicium pertinet etiam de violatione legis in decernendo ferendum, quin ex hoc discretio Auctoritatis ecclesiasticae propria laedatur; nam iudicium de legitimae actionis Auctoritatis finibus, id est de inter causas et decretum proportione, intra legitimitatis limites se continet.
4. Causa, qua exercitium ministerii sacerdotalis coarctatur, exstat in modo agendi haud debito aliquamdiu protracto. Quod confirmationem obtinet ex pluribus inauditisque animadversionibus a Superioribus patefactis occasione officiorum quae ipse Recurrens persolvit.
5. Lato praecepto quotannis examini casum recognoscendi haud obtemperat Ordinarius
quoties in praesenti non aestimatur ratio quae olim, in priore scilicet decreto, inter causam et decisionem intercesserat. Decisio competentis Curiae Romanae Dicasterium quatenus hoc alterum Ordinarii decretum confirmat, eodem vitio pariter afficitur, hoc est defectu recognitionis praesentis melioris condicionis sacerdotis, quam ipsum Dicasterium praeceperat examinandam.
1. Secondo la comune giurisprudenza della Segnatura Apostolica non si può dedurre la natura penale di un atto dalla sola gravita della decisione, che rimane atto amministrativo; nel caso infatti non v’è alcun delitto da punire e la procedura messa in atto lo mostra chiaramente (nel caso la decisione è di restringere a fondo l’esercizio del ministero sacerdotale a tempo indefinito, per il bene della Chiesa e dello stesso sacerdote, per l’appunto).
2. Esclusa la natura penale dell’atto, rimane senz’altro nella procedura amministrativa l’obbligo di osservare i prescritti dei cann. 50 e 51 (quanto a quest’ultimo canone, nel caso, il competente Dicastero della Curia Romana ha completato i motivi che nel decreto dell’Ordinario erano insufficientemente esposti, e inoltre ha mostrato in modo più chiaro l’indole non perpetua della decisione dell’Ordinario, imponendo un esame annuale sulla congruità di quella decisione).
3. Secondo i prescritti legislativi e la comune giurisprudenza appartiene alla Segnatura Apostolica giudicare anche della violazione della legge in decernendo, senza che per questo la discrezionalità propria dell’Autorità ecclesiastica ne sia lesa; infatti il giudizio sui fini dell’azione legittima dell’Autorità, ossia della proporzione tra le cause e il decreto, si mantiene entro i confini della legittimità.
4. La causa, per la quale l’esercizio del ministero sacerdotale è limitato, sta nell’indebito modo di comportarsi protratto per un certo tempo. Ciò è confermato da più osservazioni rimaste inascoltate mosse dai Superiori in occasione degli uffici che lo stesso Ricorrente svolse.
5. L’Ordinario non osserva il precetto di rivedere il caso ogni anno, qualora non venga valutata nel presente la proporzione che allora, ossia nell’emanazione del precedente decreto, intercorreva tra causa e decisione. La decisione del competente Dicastero della Curia Romana confermando questo secondo decreto dell’Ordinario, cade parimenti nello stesso vizio, ossia di non verificare la presente migliore condizione del sacerdote, che lo stesso Dicastero aveva comandato di esaminare.
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini