Università Facoltà di Diritto Canonico www.iuscangreg.itCIC/1983CCEODiritto vigenteFonti storicheGiurisprudenza STSAAccordi internazionaliSiti webLetteraturaBibliografia canonisticaMotori di ricercaLinklistMappa sitoDocentiNostri maestri
Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 07.11.2013, Prot. N. 46071/11 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Gentium Evangelizatione
Oggetto Amotionis parochi
coram Caffarra
Contenuto Non constat de violatione legis in procedendo.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2013, p. 731.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 51; 193 § 1; 1740-1747; 1742 § 1; 1744; 1745
LP art. 76 art. 84
Massime
1. Recursu ad normam art. 76, § 1 Legis propriae in limine reciecto, Congressus rem ad disceptationem coram Collegio Iudicum admittere potest, sive in toto sive in parte (tantum scilicet in procedendo vel tantum in decernendo) (in casu decretum reiectionis quoad violationem legis in procedendo revocatum et quoad violationem legis in decernendo confirmatum est).
1. Rigettato in limine a norma dell’art. 76, § 1 LP il ricorso, il Congresso può ammettere il caso alla discussione di fronte al Collegio dei Giudici, sia integralmente sia parzialmente (solo cioè per la procedura o solo per la decisione) (nel caso il decreto di rigetto è stato per la violazione della legge nella procedura revocato e per la violazione della legge nella decisione confermato).
2. Formalitates iuridicae habentur pro iuribus personae defendendis. Magis itaque quam observantia ad litteram seu formalis normae consideranda est eius observantia quoad substantiam, secundum rationem legis (quae maxima erui asseritur ex sententia definitiva diei 8 maii 1993, prot. n. 21220/89 CA, n. 8).
2. Le formalità giuridiche sono date per la difesa dei diritti della persona. Più, perciò, che l’osservanza letterale o formale della norma si deve considerare la sua osservanza sostanziale secondo la regione della legge (questa massima si dice che è tratta dalla sentenza definitiva dell’8 maggio 1993, prot. n. 21220/89 CA, n. 8).
3. Tenendum est praescriptum can. 1742, § 1 servatum quoad auditionem duorum parochorum si Episcopus ante priorem invitationem ad paroeciae renuntiandum rem cum toto consilio presbyterali discutiat, atque, post responsionem receptam et ante invitationem ad acta inspicienda, idem Episcopus tres audiat parochos ad hoc a consilio presbyterali nominatos.
3. Si deve considerare osservato il prescritto del can. 1742, § 1 in merito all’ascolto dei due parroci se il vescovo prima del primo invito a rinunciare alla parrocchia discuta della cosa con tutto il consiglio presbiterale, e, dopo aver ricevuto la risposta e prima dell’invito a vedere gli atti, lo stesso vescovo ha ascoltato tre parroci nominati per questo dal consiglio presbiterale.
4. Nec dicatur illos parochos delectos non esse ex coetu stabiliter constituto, de quo in can. 1742, § 1; nam constat de observantia huius praescripti quoad substantiam, secundum rationem legis.
4. Non si dica che quei parroci non sono scelti dal gruppo stabilmente costituito, di cui al can. 1742, § 1; infatti consta dell’osservanza sostanziale di questo prescritto secondo la ragione della legge.
5. Denegatio exemplar actorum tradendi parocho amovendo, ad acta inspicienda invitato, legitima habenda est.
5. La negazione di consegnare la copia degli atti al parroco da rimuovere, invitato a vedere gli atti, è da ritenere legittima.
6. Quoties parochus amovendus ad acta inspicienda non vult invitationi accedere nec suas impugnationes nec probationes in contrarium affert, Episcopus praetermissa auditione parochorum de qua in can. 1745, n. 2, statim, seu haud servato praescripto can. 1745, amotionis decretum ferre potest.6. Qualora il parroco da rimuovere non vuole accettare l’invito a vedere gli atti e non apporta le sue impugnazioni e neppure le prove contrarie, il vescovo, tralasciata l’audizione dei due parroci di cui al can. 1745, n. 2, subito, ossia senza osservare il prescritto del can. 1745, può emanare il decreto di rimozione.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini