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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 30.04.2011, Prot. N. 39356/07 CA


Petitioner Exc.mus Ordinarius X
Respondent Congregatio pro Clericis
Object Amotionis a paroecia
coram Burke
Content Constat de violatione legis in decernendo. Non constat de violatione legis in procedendo.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 2011, p. 598
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 1740; 1741, n. 1; 1741, n. 3
Legal Summary
1. Discordantibus Episcopo et competenti Curiae Romanae Dicasterio de amotionis causa, iudicium Signaturae Apostolicae, cuius est solummodo de asserta illegitimitate actus impugnati videre, non autem de merito seu de eius opportunitate, perspicit solummodo exsistentiam vel minus modi agendi ex parte parochi qui communionem ecclesialem perturbavit (cf. can. 1741, n. 1) et exsistentiam amissionis bonae aestimationis parochi penes probos et graves paroecianos vel aversionis in parochum, quae praevideantur non brevi cessaturae (cf. can. 1741, n. 3).
2. Episcopus dioecesanus iusta discretione gaudere debet in suo iudicio in aestimanda tam gravitate causarum ad parochum amovendum quam opportunitate ad eius amotionem procedendi, secundum normam can. 1740.
3. Ecclesiastica communio perturbari potest ex modo agendi parochi qui, dissensione nonnullorum paroecianorum a doctrina vel disciplina Ecclesiae exstante, rectam doctrinam disciplinamque ita proponit, ut dignitatem omnium paroecianorum, etiam eorum in errorem dissensionis versantium, tamquam membrorum gregis minime observat.
4. Iudicium de parochi ministerio, quod noxium aut saltem inefficax evasit, est Episcopi, dummodo arbitrarium non evadat (in casu competens Curiae Romanae Dicasterium sese remisit ad suam decisionem, qua prius amotionis decretum illegitimum declaraverat, dum argumenta illa in priore decisione adducta novis probationibus ab Episcopo in nuper edito amotionis decreto non respondent).
1. Se il vescovo e il competente Dicastero della Curia Romana discordano sulla causa della rimozione, il giudizio della Segnatura Apostolica, alla quale spetta solo di vedere della asserita illegittimità dell’atto impugnato e non del merito ossia della sua opportunità, riguarda solo l’esistenza o meno del modo di agire del parroco che perturbò la comunione ecclesiastica (cf. can. 1741, n. 1) e della perdita della buona stima del parroco presso i parrocchiani onesti e seri o dell’avversione contro il parroco che si preveda non cesseranno in breve (cf. can. 1741, n. 3).
2. Il vescovo diocesano deve godere della giusta discrezione nel suo giudizio di valutazione sia della gravità delle cause per la rimozione del parroco sia dell’opportunità di procedere alla sua rimozione, secondo il can. 1740.
3. La comunione ecclesiastica può essere perturbata dal modo di agire del parroco che, di fronte al dissenso di alcuni parrocchiani sulla retta dottrina e disciplina della Chiesa, propone la retta dottrina e la disciplina così da non rispettare per nulla la dignità di tutti i parrocchiani, anche di coloro che si trovano nell’errore del dissenso, come membra del gregge.
4. Il giudizio sul ministero del parroco, che sia nocivo o almeno inefficace, compete al vescovo, purché non sia arbitrario (nel caso il competente Dicastero della Curia Romana si rimise alla sua decisione con la quale aveva dichiarato illegittimo un primo decreto di rimozione, mentre gli argomenti addotti nella precedente decisione non rispondono alle nuove prove apportate dal vescovo nel decreto di rimozione da ultimo edito).
 French

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini