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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 30.04.2011, Prot. N. 43417/09 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Suspensionis
coram Zvolensky
Contenuto Constat de violatione legis decernendo eo tantum quod Congregatio erronee decrevit praescripta legis in procedendo servata esse.
Non constat de violatione legis in procedendo.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2011, 598
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, dei quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 1323, n. 5; 1323, n. 7; 1324 § 1, n. 3; 1324 § 1, n. 6; 1324 § 1, n. 7; 1324 § 1, n. 8; 1342 § 3; 1347 § 1; 1349; 1390 § 2; 1717; 1718; 1720, n. 1; 1720, n. 2; 1741, n. 1; 1741, n. 4
LP art. 90; art. 93 § 3
Massime
1. Ob notorietatem delicti et eius auctoris nec investigatio praeliminaris, de qua in can. 1717, nec decretum, de quo in can. 1718, necessaria habenda sunt.
1. Nel caso in cui il delitto e il suo autori siano notori non sono da ritenere necessari né l’investigazione previa di cui al can. 1717 né il decreto di cui al can. 1718.
2. Praeceptum poenale habetur si indicatur quid emendari debeat et intra quale temporis spatium ad vitandam poenam suspensionis secus ferendam (cf. interpr. auth. diei 14 iulii 1922: AAS 14 [1922] 530). Quo praecepto et notificari possunt accusationes et probationes.
2. Si ha precetto penale se si indica ciò che deve essere corretto e entro quanto tempo, per evitare la pena della sospensione che in caso contrario dovrà essere emessa (cf. l’interpretazione autentica del 14 luglio 1922: AAS 14 [1922] 530). In questo precetto possono essere notificate accuse e prove.
3. Competens Curiae Romanae Dicasterium in errorem in decernendo illabitur si, non obstante violatione praescripti can. 1720, nn. 1-2, decisionem etiam in procedendo confirmet.
3. Il competente Dicastero della Curia Romana cade nell’errore di decisione (in decernendo) si, nonostante la violazione del prescritto del can. 1720, nn. 1-2, conferma la decisione anche nella procedura (in procedendo).
4. Violatio can. 1720, n. 1 habetur si citatio desit ad interrogatorium, in quo accusato facultas danda est suam versionem factorum enarrandi et notis probationibus respondendi (in casu ad ius defensionis tuendum paria haud aestimata sunt litterae quibus recurrens defensionem exhibuerat et contumaciam manifestaverat, et factum quod ipse recurrens ample abusus est iure defensionis coram mediis communicationis).
4. C’è violazione del can. 1720, n. 1 se manchi la citazione all’interrogatorio nel quale all’accusato è data la facoltà di esporre la sua versione dei fatti e di rispondere alle prove rese note (nel caso non furono stimate sufficienti al diritto di difesa la lettera con la quale il ricorrente aveva esibito la difesa e aveva manifestato la contumacia, e il fatto che lo stesso ricorrente abbia ampiamente abusato del diritto di difesa con i mezzi di comunicazione sociale).
5. Omissa observantia praescripti can. 1720, n. 2, iuxta quod Ordinarius probationes argumentaque cum duobus assessoribus perpendere debet, violatio legis habenda est.
5. C’è violazione di legge quando si omette l’osservanza del prescritto del can. 1720, n. 2, secondo il quale l’Ordinario deve valutare prove e argomenti con due assessori.
6. Qui violationem legis in decernendo contendit quia delicto de quo in can. 1390, § 2 non sunt adscribenda quae vera proferuntur, eorundem veritatem demonstrare tenetur (in casu mendacii accusari nequit qui definitivam asseruit decisionem qua competens Curiae Romanae Dicasterium recursum hierarchicum reiecerat; pariter qui exemplar articuli erronee ephemeridi cuidam tribuit dum e contra in notitiario paroeciali publici iuris factum fuerat; qui denique quandam transactionem subscripsit, at competens Curiae Romanae Dicasterium non adstringentem).
6. Chi contende la violazione delle legge in decernendo per il fatto che non possono ascriversi al delitto di cui al can. 1390, § 2 le affermazioni che sono vere, è tenuto a dimostrare la loro verità (nel caso non si può accusare di menzogna chi ha asserito definitiva la decisione con la quale il competente Dicastero della Curia Romana aveva rigettato il ricorso gerarchico; allo stesso modo chi ha attribuito erroneamente l’esemplare di un articolo ad una rivista mentre era stato pubblicato soltanto nel bollettino parrocchiale; che infine ha sottoscritto una transazione, senza con ciò obbligare il competente Dicastero della Curia Romana).
7. Inepte invocantur ad normam can. 1390, § 2 («si casus gravitas id postulet») circumstantiae et causae minuentes vel auferentes responsabilitatem moralem delinquentis si satis apparet, in casu, quod de iniusta aggressione vel provocatione in recurrentem fieri prorsus nequit sermo.
7. Senza fondamento si invocano a norma del can. 1390, § 2 («se la gravità del caso lo richieda») circostanze e cause attenuanti o escludenti la responsabilità morale del delinquente se appare sufficientemente nel caso che non si può assolutamente dire che ci fu ingiusta aggressione o provocazione verso il ricorrente.
8. Haud adductis violationibus legis in procedendo ex parte competentis Curiae Romanae Dicasterii, liquido patet in casu idem omnino recte confirmavisse decisionem in decernendo.8. Se non sono addotte violazioni di procedura da parte del competente Dicastero della Curia Romana, nel caso appare chiaramente che lo stesso ha rettamente confermato la decisione in decernendo.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini