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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 20.06.1977, Prot. N. 7084/75 CA


Petitioner Rev.da X
Respondent S. Congregatio pro Religiosis et Institutis Saecularibus
Diocese Romana
Object Exclaustrationis ad nutum Sanctae Sedis
coram de Fürstenberg
Publication CpR 59 (1978) 66-73
A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 429-443
LE VI, n. 4663
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Translations angl., Digest IX, 456-468
it., A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 429-443.
Content Non constat de violatione legis sive in procedendo sive in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC can. 686 § 3
[CIC1917] 639; 639ss.; 643 § 2; 650 § 3; 651ss.; 652 § 3; 660-662;  
REU art. 106
Legal Summary
1. Munus Signaturae Apostolicae commissum circumscriptum est ad cognitionem legitimitatis actus administrativi, praecluso quolibet iudicio circa meritum quaestionis.
2. Processus adhibendus ut religiosae a votis perpetuis imponatur exclaustratio ad nutum nullibi in Codice praescribitur. Praxis tamen in sinu competentis Curiae Romanae Dicasterii inolevit ut idem procedendi modus adhibeatur ac in religiosa dimittenda, minore tamen rigore (in casu constat: a) Superiores in spiritu caritatis omnia media opportuna adhibuisse ut religiosa a suo modo agendi recedere posset; b) formales monitiones datas esse cum dimissionis comminatione; d) religiosae manifestatam fuisse causam secuturae dimissionis et plenam respondendi licentiam datam fuisse; e) Superiorissam Generalem cum suo Consilio, probata incorrigibilitate atque perpensis omnibus adiunctis in bonum sive religiosae sive etiam lnstituti, deliberavisse pro concessione exclaustrationis ad nutum Sanctae Sedis).
3. Ut legitime decernatur exclaustratio ad nutum Sanctae Sedis requiruntur graves causae exteriores, quae religiosae indicandae sunt, necnon incorrigibilitas subiecti. Delicta proprie dicta non requiruntur nec peccata sensu theologico, sed graves causae exteriores, attamen minus graviores quam pro dimissione decernenda (in casu graves causae exteriores exstant ex parte recurrentis, quae per notabile tempus illegitime et arbitrarie perseveravit in sua absentia a domo religiosa: post tot difficultates necnon tot experimenta, saltem haec duo cum certitudine affirmari possunt: a) vita communis impossibilis evasit pro recurrente; b) Institutum ultro admittere non poterat condicionem tam irregularem).
1. Il compito affidato alla Segnatura Apostolica è limitato alla verifica della legittimità dell’atto amministrativo, essendole precluso qualsiasi giudizio circa il merito della questione.
2. In nessun luogo del Codice si prescrive la procedura da seguire per imporre discrezionalmente l’esclaustrazione ad un religiosa di voti perpetui. Tuttavia una prassi è divenuta consuetudinaria presso il competente Dicastero della Curia Romana, così che si usi la stessa procedura per la dimissione di una religiosa, ma con meno rigore (nel caso consta che: a) i Superiori abbiano usato in spirito di carità tutti i mezzi opportuni perché la religiosa potesse recedere dal suo comportamento; b) siano state date formali ammonizioni con la comminazione della dimissione; c) fu manifestata alla religiosa la causa della minacciata dimissione e data la piena facoltà di rispondere; d) la Superiora generale con il suo Consiglio, provata l’incorreggibilità e valutate tutte le circostanze per il bene sia della religiosa sia dell’istituto, abbia deliberato a favore della esclaustrazione a discrezione della Santa Sede).
3. Per decidere legittimamente l’esclaustrazione a discrezione della Santa Sede si richiedono cause gravi esterne, che devono essere indicate alla religiosa, e l’incorreggibilità del soggetto. Non si richiedono delitti in senso proprio né peccati in senso morale, ma grave cause esterne, anche se di minore gravità di quelle per la dimissione (nel caso ci sono gravi cause esterne da parte della ricorrente, che per un tempo notevole ha perseverato illegittimamente e arbitrariamente nella sua assenza dalla casa religiosa: dopo tante difficoltà e tanti tentativi, almeno due cose si possono affermare con certezza: a) la vita comune per la ricorrente è divenuta impossibile; b) l’istituto non poteva ammettere ulteriormente una condizione così irregolare).

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini