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Jurisprudência da Assinatura Apostólica em matéria de contencioso administrativo
 
 

Supremo Tribunal da Assinatura Apostólica
Sententia definitiva de 20.05.1978, Prot. N. 9375/77 CA


Autor Rev.dus X
Parte demandada S. Congregatio pro Clericis
Diocese Miamien.
Objeto Incardinationis
coram Felici
Publicação Comm 10 (1978) 152-158
IC 21/41 (1981) 387-391
LE V, n. 4570
ME 104 (1979) 15-21
P.V. Pinto, Diritto amministrativo canonico, 461-465
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Traduções angl., Digest IX, 52-60
Conteúdo Constat de violatione legis in decernendo.
Fontes 
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Legenda
 
Cânones do Código de 1983
São assinalados nas fontes todos os cânones referidos na parte in iure e na parte in facto da decisão.
São assinalados em negrito os cânones que constituem o objecto principal da decisão ou sobre os quais a decisão enuncia um princípio de interpretação.
São assinalados em itálico os cânones do Código 1983 que:
- não são referidos no texto da decisão, mas dos quais essa trata;
- correspondem a cânones do Código 1917 de que a decisão, anterior a 1983, trata.

Outras fontes
São assinaladas todas as fontes que são mencionadas na parte in iure e na parte in facto da decisão.
CIC can. 268 § 1
Ecclesiae Sanctae I, n. 3 § 5
Máximas
1. Quattuor conditiones ad tacitam incardinationem ius requirit, quarum prima haec est: ut clericus hanc voluntatem manifestet in scriptis; quae manifestatio fieri potest sive dum decurrit quinquennium, sive quinquennio exacto. Nil profecto refert utrum hanc voluntatem manifestaverit clericus formaliter, an vero precibus ad hoc porrectis. Ipsum desiderium, quod Ordinario ob quandam erga eundem reverentiam manifestatur, dummodo id fiat scripto neque ambigue, iure sufficit ut conditio prima adimpleatur (in casu sacerdos: 1) incardinationem petiit in Archidioecesi, quae per aliquot annos sua dioecesis fuerat et a qua, contra suam voluntatem expresse manifestatam, vi dismembrationis canonicae, avulsus fuerat; 2) petitionem multoties et multifariam fecit, scripto, ore, ultima quidem quando formaliter, transacto iam quinquennio legitimae commorationis suam instantiam renovavit).
2. Ad tacitam incardinationem ius requirit secundo loco ut manifestatio scripto fiat sive Ordinario hospiti, sive Ordinario proprio, vel eodem vel diverso tempore.
3. Tertio loco ad tacitam incardinationem iure requiritur ut quinquennium commorationis legitimae in dioecesi hospite transactum sit. Ius non exigit ut in dioecesi hospite quis munus aliquod pastorale occupaverit (requiritur enim quinquennium commorationis legitimae et non muneris); exigit commorationem de consensu utriusque Ordinarii habitam, neque interruptam per interventum alterutrius Ordinarii eam prohibentis, vel aliis de causis extra tamen legitimas permissiones vel necessitates. Quinquennium autem non interrumpitur per simplicem incardinationis denegationem interea forte petitam.
4. Quarto loco ad tacitam incardinationem iure requiritur ut contrariam mentem alteruter Ordinarius intra quadrimestre a petitione facta et elapso quinquennio, scripto non manifestaverit. In contextu legis et attenta firmitate et certitudine, quam legislator instituto incardinationi dare intendit, «mens» hic aliud significare non potest nisi voluntatem. Haec autem voluntas scripto pandenda est petenti, ne incertae res maneant (in casu habentur memoranda quaedam ex quibus recolitur opinio seu desiderium Episcopi, quae tamen sacerdoti petenti haud scripto et intra terminum statutum uti mens contraria notificata sunt).
1. Il diritto richiede quattro condizioni per la incardinazione tacita, delle quali la prima è questa: che il chierico manifesti questa volontà (di incardinazione) per iscritto; questa manifestazione può avvenire sia durante il quinquennio sia alla fine del quinquennio. Non interessa per niente se il chierico abbia manifestato questa volontà formalmente oppure piuttosto con suppliche volte a questo scopo. Giuridicamente per adempiere la prima condizione basta il desiderio che in ragione della riverenza nei suoi confronti si manifesta all’Ordinario, purché avvenga per iscritto e chiaramente (nel caso il sacerdote: 1) chiese l’incardinazione nell’Arcidiocesi che per un po’ di anni era stata la sua diocesi e dalla quale era stato separato contro la sua esplicita volontà, a causa della dismembrazione canonica della stessa; 2) presentò molte volte e in molti modi la domanda, per scritto e oralmente, l’ultima volta comunque quando formalmente, terminato già il quinquennio, rinnovò la sua domanda di legittima commorazione).
2. In secondo luogo per la incardinazione tacita il diritto richiede che vi sia la manifestazione per iscritto sia all’Ordinario ospite, sia all’Ordinario proprio, contemporaneamente o in tempo diverso.
3. In terzo luogo per la incardinazione tacita per diritto si richiede che il quinquennio della legittima commorazione nella diocesi ospite sia trascorso. Il diritto non richiede che il chierico abbia esercitato nella diocesi ospite un qualche ufficio pastorale (si richiede, infatti, un quinquennio di commorazione legittima e non di ministero); esige una commorazione con il consenso di entrambi gli Ordinari, che non sia interrotta dall’intervento di uno degli Ordinari che proibisca la commorazione, o per altre cause, al di fuori dei legittimi permessi e necessità. Non interrompe il quinquennio la semplice negazione dell’incardinazione che nel frattempo si sia richiesta;
4. In quarto luogo per la incardinazione tacita per diritto si richiede che uno dei due Ordinari non abbia manifestato per iscritto entro quattro mesi dalla domanda e terminato il quinquennio la volontà contraria. Nel contesto della legge e considerata la stabilità e la certezza che il legislatore intese dare all’istituto dell’incardinazione, la parola «mens» qui non può significare altro che «volontà». Questa volontà poi deve essere manifestata al richiedente per iscritto, affinché le cose non rimangano incerte (nel caso si sono dei memoriali dai quali si deduce l’opinione ossia il desiderio del Vescovo, che però al sacerdote richiedente non furono manifestati come volontà contraria per iscritto e entro il termine stabilito).
Comentários E. Labandeira, «La incardinación “ipso iure” en otra diocesis y su amparo ante la sección 2.a de la Signatura Apostólica», IC 21/41(1981) 393-417

Autor das máximas (em latim) e da tradução italiana: © G. Paolo Montini