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Jurisprudence de la Signature Apostolique en matière contentieuse-administrative
 
 

Tribunal suprême de la Signature apostolique
Sententia definitiva du 31.05.1980, Prot. N. 10460/78 CA


Demandeur Rev.da X
Défendeur S. Congregatio de Religiosis et Institutis Saecularibus
Diocèse Romana
Objet Dimissionis
coram Felici
Publication CpR 62 (1981) 367-374
A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 491-506
LE VI, n. 4777
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Traductions it., A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 491-506.
Contenu Constat de violatione legis in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons du Code de 1983
Tous les canons qui se trovent dans les parties in iure et in facto des décisions sont rapportés dans les sources.
On indique en gras les canons qui font l’objet principal de la décision ou sur lesquels la décision pose un principe d’interprétation.
On indique en italique les canons du Code de 1983 :
- qui n’apparaissent pas dans le texte de la décision mais qui sont traités dans la décision ;
- qui correspondent aux canons du Code de 1917, dont la décision, antérieure à 1983, traite.

Autres sources
Toutes les sources qui se trouvent dans les parties in iure et in facto des décisions sont rapportées.
CIC can. 696
Arrêts
1. Ad dimittendum sodalem a votis perpetuis exigitur culpa gravis exterior, quae etsi non necessario est delictum, oportet sit contra substantiam vitae religiosae, ut ecce gravis et continuata exterior violatio votorum religiosorum, a qua sodalis corrigere sese nolit. Ad incorrigibilitatem autem iuridice probandam admonitiones faciendae sunt saltem binae.
2. Requiruntur igitur culpae graves et exteriores: at facta admissa, ut revera culposa dicantur, procedant oportet a persona quae libero consilio ea elicere possit: quod non habetur cum eadem persona aliquo morbo afficitur, qui necessariam libertatem agendi non relinquat.
3. Quid dicendum de facultate discretiva paranoicorum? Turbae psychicae quibus agitantur eorum conscientiam vix afficiunt: ideo nec confusi sunt neque allucinationibus vexantur. Quamquam tamen lucido intellectu pollent, facultate critica
paranoici omnino destituuntur: delirio enim unice agitantur sub eiusque imperio inconscie agunt, ita ut nequeant de propriis actibus neque moraliter neque iuridice respondere. Ad statuendum in casibus singulis gradum defectus discretionis et imputabilitatis, non tam attendenda est confessio aegroti paranoici quam potius eius cogitandi agendique ratio, multumque ad hoc conferent deductiones psychiatrorum, nempe in arte peritorum.
4. Sodalis aegrotans non dimittitur sed curatur: id exigit iustitia, si sodalis plures annos in commodum instituti laboravit: id exigit maxime caritas.
1. Per dimettere un sodale di voti perpetui si richiede una colpa grave esterna, che anche se non necessariamente è delitto, tuttavia si richiede che sia contro la sostanza della vita religiosa, come per esempio una grave e continuata violazione esterna dei voti religiosi, dalla quale il sodale non vuole correggersi. Per poi provare giuridicamente l’incorreggibilità si devono fare almeno due ammonizioni.
2. Si richiedono quindi colpe gravi esterne, ma i fatti ammessi, perché veramente siano definiti colposi, devono provenire da una persona che possa sceglierli con libero arbitrio: il che non si realizza se la stessa persona è affetta da una malattia che non le lasci la libertà necessaria di agire.
3. Che dire della facoltà di discrezione dei soggetti paranoici? Le turbe psichice che li agitano difficilmente raggiungono la loro coscienza: perciò non sono confusi né allucinati. Tuttavia benché possiedano una lucida intelligenza, i paranoici sono del tutti sprovvisto della facoltà critica: infatti sono mossi unicamente dal delirio e agiscono inconsapevolmente sotto il suo impero, così che non possano rispondere né moralmente né giuridicamente delle proprie azioni. Per stabilire nei singoli casi il grado di mancanza di discrezione e di imputabilità, non si deve far riferimento alla confessione del paranoico quanto piuttosto al suo modo di pensare e di agire, e molto aiutano in questo le diagnosi degli psichiatri, ossia dei periti.
4. Il sodale ammalato non si dimette, ma si cura. Lo chiede la giustizia, si il sodale ha contribuito per più anni a favore dell’istituto. Lo chiede soprattutto la carità.

Auteur des arrêts (en latin) et de la traduction italienne : © G. Paolo Montini