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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 21.11.1981, Prot. N. 11439/79 CA


Petitioner Rev.da X
Respondent S. Congregatio pro Religiosis et Institutis Saecularibus
Diocese Nuscana
Object Dimissionis
coram Felici
Publication CpR 63 (1982) 77-80
A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 321-335.
LE VI, n. 4874
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Translations angl., Digest X, 123-127
it., A. Figliuzzi, Il contenzioso amministrativo relativo ai religiosi prima del CIC 1983. Analisi delle sentenze e indirizzi giurisprudenziali, Romae 2024, 517-524.
Content Non constat de violatione legis sive in procedendo sive in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 696; 697
Legal Summary
1. Quando oboedientia vel per nuncupatum votum religiosum vel per legem exigitur, ea praestanda est semper, dummodo Superior iura divina et naturalia non offendat et intra fines suae potestatis agat (in casu exhibetur exemplar cuiusdam sentiendi rationis quae post Concilium celebratum penes non paucos sodales invaluit. Haec quidem sentiendi ratio respicit oboedientiam, praesertim religiosam, quae quidem non urgeret nisi antea dialogus inter Superiorem et subditum adfuerit, vel, quod peius est, subditus de bonis mandandi rationibus fuerit convictus).
2. Est quoque prudentis Superioris audire sodalem, si quae gravis difficultas mandato opponatur: sodalis autem sua ex parte potest Superiori animum suum patefacere forsan anxium ob mandatum receptum. Sed haec omnia pertinent ad pedagogiam iubendi et oboediendi: ad ipsam oboedientiam non spectant.
3. «Conscia et responsabilis oboedientia», de qua loquitur Concilium, consistit ut subditus, remota quavis coactione, mandatis sui legitimi Superioris voluntarie pareat.
4. Meritum respiciunt, exempli gratia, boni mores sodalis, petitiones a pluribus factae, autoritatibus ecclesiasticis haud exclusis, in favorem sodalis eiusque muneris: spectat autem ad legitimos Superiores decernere quid melius, quid aptius instituto religioso provehendo et ipsis religiosis efformandis in spiritu evangelicorum consiliorum conveniat.
5. Legitime monitiones fieri possunt ab Antistita Delegata cum suo Consilio (in casu Antistita Delegata egit de speciali mandato Antistitae Generalis, quae totam rem tandem aliquando moderata est, quacum etiam directe Soror communicare poterat et reapse communicavit).
1. L’obbedienza richiesta dal voto religioso emesso o dalla legge si deve sempre fare, purché il Superiore non vada contro il diritto divino e il diritto naturale, e inoltre agisca entro i limiti della sua potestà (il caso è esemplare di un certo modo di sentire che dopo il Concilio è invalso in non pochi sodali. Questo modo di sentire riguarda la obbedienza, soprattutto religiosa, che appunto non urgerebbe se prima tra Superiore e religioso non vi sia stato dialogo o, che è peggio, se il suddito non sia stato convinto delle buone ragioni del comando).
2. È sì proprio del prudente Superiore ascoltare il sodale, se si oppone una grave difficoltà al comando: il sodale poi per parte sua può manifestare al Superiore il suo animo, forse ansioso per il comando ricevuto. Tutto questo, però, appartiene alla pedagogia del comandare e dell’obbedire, non alla stessa obbedienza.
3. La «conscia e responsabile obbedienza», della quale parla il Concilio, consiste nel fatto che il suddito, tolta di mezzo ogni costrizione, obbedisca volontariamente ai comandi del proprio legittimo Superiore.
4. Riguardano il merito, per esempio, le buone attitudini del sodale, le domande fatte da molti, non escluse autorità ecclesiastiche, in favore del sodale e del suo ministero: spetta però ai legittimi Superiori decidere quanto convenga in modo migliore e più idoneo al progresso dell’istituto religioso e alla formazione degli stessi religiosi nello spirito dei consigli evangelici.
5. Le ammonizioni possono essere fatte dalla Superiora Delegata con il suo Consiglio (nel caso la Superiora Delegata agì con speciale mandato della Superiora Generale, che ha poi sovrainteso a tutta la vicenda e con la quale la Suora aveva potuto comunicare direttamente, come di fatto fece).

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini