Universidade Faculdade de Direito Canónico www.iuscangreg.itCIC1983CCEONormas extra-codicialesRespostas da Sé ApostólicaDireito particularDireito proprio / estatutosFontes históricasJurisprudênciaAcordos internacionaisPáginas internetLiteraturaPeriodica de re canonicaBibliografia canonisticaMotores de pesquisaLinklistMapa do siteProfessoresProfessores bem conhecidos do século XX
Jurisprudência da Assinatura Apostólica em matéria de contencioso administrativo
 
 

Supremo Tribunal da Assinatura Apostólica
Decretum Congressus de 20.10.2017, Prot. N. 52165/16 CA


Autor D.nus X
Parte demandada Congregatio de Institutione Catholica
Objeto Revocationis approbationis magistri religionis
Conteúdo Decretum reiectionis in limine confirmandum esse.
Notas Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2017, in vatican.va/content/dam/romancuria/ segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2017.pdf
Fontes 
?
Legenda
 
Cânones do Código de 1983
São assinalados nas fontes todos os cânones referidos na parte in iure e na parte in facto da decisão.
São assinalados em negrito os cânones que constituem o objecto principal da decisão ou sobre os quais a decisão enuncia um princípio de interpretação.
São assinalados em itálico os cânones do Código 1983 que:
- não são referidos no texto da decisão, mas dos quais essa trata;
- correspondem a cânones do Código 1917 de que a decisão, anterior a 1983, trata.

Outras fontes
São assinaladas todas as fontes que são mencionadas na parte in iure e na parte in facto da decisão.
CIC cann. 3; 804 § 2; 805; 806 § 2
Máximas
1. Iuxta communem ac constantem Signaturae Apostolicae iurisprudentiam, decretum illegitimum declarari nequit si saltem una valida atque par sustinendo decreto causa habeatur, adeo ut rationes ulteriores quae passim adductae sunt iuxta pernotum effatum “Quod abundat non vitiat” censendae sunt.
2. Praescriptum can. 805 cavere intendit de loci Ordinario auctoritate in magistros religionis et, rebus stantibus uti in pluribus locis ubi scholae haud sunt sub regimine eiusdem loci Ordinarii, immo nec sub Ecclesiae regimine, cavere vult de minima auctoritate quam Ecclesia sibi vindicat: ius scilicet nominandi aut saltem approbandi magistros religionis et - «si religionis morumve ratio id requirat» - amovendi (si ab Ordinario loci nominati fuerint) aut exigendi ut amoveantur (si tantum approbati ab eodem Ordinario loci fuerint); quod de minima auctoritate sibi vindicanda agatur, patet ex incongruenti a secus extollenda quoad amotionem, quae esset tantum ob religionis morumve rationem, dum omnibus liquet quod ex nominatione plerumque descendit ius amovendi ob omnes legitimas suetas rationes; ex qua interpretatione clare elucet comma «si religionis morum ratio id requirat» utpote excludens haud intellegendum esse, sed potius includens, ac si sonaret «saltem si religionis morumve id requirat».
3. Canon 805 separatus a praescripto can. 804, § 2 minime legendus est, ubi trias (doctrina, mores, paedagogia) substituere hic videtur binomium (doctrina, mores), de quo in can. 805, quae substitutio haud contradictionem sapit, sed potius consummationem; nam Ordinarius loci approbationis concessionem subordinare potest quibusdam qualitatibus magistri ab eodem necessariis consideratis, quibus qualitatibus deficientibus, Ordinarius loci approbationem legitime revocare potest; pari modo, immo fortiore quodam modo, ars paedagogica – gradu proportionato – veluti qualitas necessaria habenda est atque hoc modo ratio constituere potest approbationis revocatae.
4. Auctores exstant, etiam magni nominis, qui tenent artem paedagogicam religionis bono inesse, adeo ut praescripta canonum 805 et 804, § 2 aequivalentia censenda essent.
5. Obliviscenda haud est conexio can. 805 cum praescripto can. 806, § 2, per quam saltem parem rationem scientificam cum aliis scholis, in requisitis ad approbationem magistrorum religionis comprehendi debet ars quoque paedagogica.
6. Prae oculis tenenda est etiam configuratio rationum inter Ecclesiam et Statum; per quod regimen in magistrorum approbationem ars paedagogica (quae est maxima ratio naturae scholarum) iure (etiam canonico, cf. can. 3) ingreditur.
1. Secondo la comune e costante giurisprudenza della Segnatura Apostolica un decreto non può essere dichiarato illegittimo se almeno si ha una ragione valida e idonea a sostenere il decreto, così che le ulteriori ragioni che dovunque sono addotte devono essere considerate alla luce dell’effato “ciò che abbonda non vizia”.
2. Il prescritto del can. 805 intende provvedere all’autorità dell’Ordinario del luogo sugli insegnanti di religione e, stante il fatto che in molti luoghi le scuole non sono sotto il governo dello stesso Ordinario del luogo, anzi neppure sotto il governo della Chiesa, vuole provvedere al minimo di autorità che la Chiesa rivendica per sé, ossia il diritto di nominare o almeno approvare gli insegnanti di religione e – «se lo richiedono motivi di religione o di costumi» – di rimuoverli (se siano stati nominati dall’Ordinario del luogo) o di esigere che siano rimossi (se siano stati solo approvati dal medesimo Ordinario del luogo); che si tratti del minimo di autorità rivendicato, è chiaro dall’incongruenza che si avrebbe nel sostenere per la rimozione solo motivi di religione e di costumi, mentre tutti sanno che dalla nomina scaturisce per lo più il diritto di rimozione per ogni legittima e consueta ragione; da questa interpretazione emerge che la clausola «se lo richiedono motivi di religione o di costumi» non deve essere intesa come esclusoria, ma piuttosto inclusiva, come se suonasse «se lo richiedono almeno motivi di religione e di costumi».
3. Non si deve assolutamente leggere il canone 805 separatamente dal prescritto del can. 804, § 2, ove la triade (dottrina, costumi, pedagogia) sembra sostituire qui il binomio (dottrina, costumi), di cui al can. 805, il che non comporta una contraddizione, ma piuttosto un completamento; infatti l’Ordinario del luogo può subordinare l’approvazione a determinate qualità dell’insegnante considerate dal medesimo necessarie, mancando le quali l’Ordinario del luogo può revocare legittimamente l’approvazione; parimenti, anzi in un certo modo ancora più forte, l’arte pedagogica – in grado proporzionato – si deve considerate come una qualità necessaria e così può costituire una ragione di revoca dell’approvazione.
4. Ci sono autori, anche di grande prestigio, che ritengono che l’arte pedagogica sia compresa nel bene della religione, così che i prescritti dei canoni 805 e 804, § 2 si debbano considerare equivalenti.
5. Non si deve dimenticare la connessione del can. 805 con il prescritto del can. 806, § 2, in forza della quale parità di metodo scientifico con le altre scuole, anche l’arte pedagogica deve essere compresa tra i requisiti per l’approvazione degli insegnanti di religione.
6. Si deve tener presente anche l’assetto dei rapporti tra Chiesa e Stato; attraverso questo regime l’arte pedagogica (che è la più grande ragione della natura delle scuole) fa l’ingresso nell’approvazione degli insegnanti in forza del diritto (anche canonico: cf. can. 3).
 francês

Autor das máximas (em latim) e da tradução italiana: © G. Paolo Montini