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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 13.04.2018, Prot. N. 52455/17 CA


Petitioner Rev.ma Superiorissa generalis Instituti X
Respondent Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Object Revocationis dimissionis ab Instituto religioso.
coram Martínez Sistach
Publication Ius communionis 12 (2024) 135-148.
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Translations hisp., Ius communionis 12 (2024) 135-148.
Content Constare de violatione legis in decernendo.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 601; 696 § 1; 697, n. 2; 700; 1739
Legal Summary
1. Circa actus administrativi rescissionem in recursu contentioso administrativo haec tenenda sunt: rescissio praesupponit actum administrativum validum; est actus constitutivus, non mere declarativus; causam supponit iustam, rationabilem, habita ratione adiunctorum casus et gravitatis laesionis.
2. Superior hierarchicus qui impugnatum actum administrativum rescindit (cf. can. 1739), legem violare censendus est si et quatenus rescissio causa nulla vel incongrua seu irrationabili vel nulla illegitimitate aut laesione illata nitatur (in casu nec causa congrua nec legis violatio nec laesio sodali recurrenti illata ad legitimam rescissionem concedendam apparet).
3. Plena facultas, quae datur, sese defendendi causa dimissionis dimetienda est, et in casu translationis, rationibus iisdem in praeceptis datis et libero accessu ad auctoritatem monitionis subscribentem. Cui facultati sese defendendi par habenda est altera monitio canonica, quae, quamquam explicite haud habuit illis facultatis mentionem, inclusit autem mentionem commercii epistolaris post priorem monitionem habiti, quod implicat idem commercium pergere posse, et si ceterum sodalis suum defensionis ius post monitionem facto exercuit, etiam in casu per petitionem exclaustrationis.
4. Nulla norma requirit subscriptionem notarii monitionibus apponendam.
1. In merito alla rescissione di un atto amministrativo nel ricorso contenzioso amministrativo si devono tenere presenti i seguenti punti: la rescissione presuppone un atto amministrativo valido; è un atto costitutivo, non meramente dichiarativo; suppone una causa giusta, ragionevole, tenuto conto delle circostanze del caso e della gravità della lesione.
2. Il Superiore gerarchico che rescinde un atto amministrativo impugnato (cf. can. 1739), si ritiene che violi la legge se e per quanto la rescissione non si fondi su nessuna causa o su una causa incongrua o irrazionale, o su nessuna illegittimità o lesione inferta (nel caso per la legittima concessione della rescissione non appare né una causa congrua né la violazione di una legge o una lesione inferta al sodale ricorrente).
3. La piena facoltà che si dà, di difendersi, deve essere commisurata alla causa della dimissione, nel caso del trasferimento, alle ragioni date nei medesimi precetti e al libero accesso all’autorità che sottoscrive le ammonizioni. È da ritenere adeguata a questa facoltà di difendersi la seconda ammonizione che, benché non abbia avuto l’esplicita menzione di quella facoltà, tuttavia incluse la menzione dello scambio di lettere avuto dopo la prima ammonizione, il che implica che lo stesso scambio può continuare, e che del resto il sodale di fatto esercitò il suo diritto di difesa dopo la ammonizione, anche nel caso attraverso la domanda di esclaustrazione.
4. Nessuna norma richiede che alle ammonizione debba essere apposta la firma del notaio.
 French
Comments J.M. Cabezas Cañavate, «Comentario», Ius communionis 12 (2024) 149-171.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini