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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 14.12.2021, Prot. N. 55184/20 CA


Parte attrice Exc.mus Archiepiscopus X et Exc.mus Archiepiscopus Y
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Incardinationis
coram Mamberti
Contenuto Constare de violatione legis in decernendo.
Mens est ut utraque archidioecesis de hac sententia notitias paret easque publici iuris faciat in ephemeridibus archidioecesis eiusque situ interretiali.
Note Cf. Attività della Segnatura Apostolica 2021 in https://www.vatican.va/content/dam/romancuria/segnatura-apostolica/statistiche/segnatura-apostolica-statistica_2021.pdf
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, dei quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 63 § 1; 128; 267; 268 § 1; 270; 271; 283
Lex propria Supremi Signaturae Apostolicae Tribunalis Art. 90
Massime
1. Excardinatio et incardinatio ipso iure ad normam can. 268, § 1, translationem legitimam clerici a dioecesi incardinationis ad dioecesim degentiae requirunt. Ad quam probationem consideratio can. 271 omittenda non est; nam, etiamsi canon 268, § 1 exercitium ministerii pastoralis in dioecesi ad quam non requirit, exercitium ministerii in alia dioecesi tantum legitimum est de consensu utriusque Episcopi dioecesani.
2. Licentia ad permanentiam in alia dioecesi iustam causam requirit. Non agitur in casu de causis privatis, exempli gratia, causa vacationum, curationis propriae salutis, assistentiae parentum provectae aetatis, peregrinationis vel rationis ministerii, videlicet ob legitimam assumptionem officii ecclesiastici.
3. Concessio licentiae expositionem veri supponit. Quaecumque licentia in casu expositionis falsi invalida est (cf. can. 63, § l).
4. Licentia tantum rationabiliter praesumi potest, si in alia decisione Ordinarii implicite contenta sit (in casu non apparet quomodo recurrens, quippe qui petiit licentiam ad exercitia spiritualia alibi peragenda, bona fide licentiam per quindecim annos in alia dioecesi degendi ad ministerium sacerdotale exercendum, immo, ad officium parochi assumendum praesumere potuerit).
5. Praescriptum can. 283 tantum absentias temporaneas a dioecesi incardinationis respicit, minime autem transmigrationem ad tempus indeterminatum vel pro semper.
6. Ad refectionem damnorum quod attinet, utraque dioecesis de sententia notitias paret easque publici iuris faciat in ephemeridibus dioecesis eiusque situ interretiali.
1. L’escardinazione e l’incardinazione automatica a norma del can. 268, § 1, richiedono il trasferimento legittimo del chierico dalla diocesi di incardinazione alla diocesi di dimora. Al fine di questa prova non si deve omettere di considerare il can. 271; infatti, anche se il can. 268, § 1 non richiede l’esercizio del ministerio pastorale nella diocesi ad quam, l’esercizio del ministerio nell’altra diocesi è legittimo solo con il consenso di entrambi i vescovi diocesani.
2. La licenza a permanere in un’altra diocesi richiede una giusta causa. Non si tratta nel caso di cause private, come, per esempio, vacanze, cure sanitarie, assistenza di genitori anziani, pellegrinaggi o ministero, ossia per assumere legittimamente un ufficio ecclesiastico.
3. La concessione di una licenza suppone che si esponga la verità. Qualunque licenza è invalida se si espone il falso (cf. can. 63, § l).
4. Una licenza si può ragionevolmente presumere soltanto se sia contenuta implicitamente in un’altra decisione dell’Ordinario (nel caso non appare come il ricorrente, che chiese la licenza di fare altrove gli esercizi spirituali, abbia potuto in buona fede presumere la licenzia di abitare per quindici anni in un’altra diocesi per esercitarvi il ministero sacerdotale, anzi per assumere l’ufficio di parroco).
5. Il prescritto del can. 283 concerne solo assenze temporanee dalla diocesi di incardinazione, non invece trasferimenti a tempo indeterminato o per sempre.
6. Per quanto attiene alla riparazione dei danni, entrambe le diocesi preparino un’informazione della sentenza e la pubblichino sui notiziari diocesani e sui rispettivi siti internet.
 francese

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini

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