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of Canon Law
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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Decretum definitivum of 02.12.2006, Prot. N. 35031/05 CA


Petitioner Rev.dus X
Respondent Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Object Dimissionis
coram Vallini
Content Decretum Congressus non est reformandum.
Notes Cf. L’attività della Santa Sede 2006, p. 726.
Sources 
?
Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
CIC cann. 665; 696 § 1
Evangelica testificatio n. 28
Legal Summary
1. Si contra Congressus decretum recurrentis Patronus ad Collegium tantummodo provocat pro motivationibus expositis in memoriali pro Congressu et non acceptis, ullum argumentum profert ob quod Congressus erravisset, partem dispositivam eiusdem decreti impugnans, arduum videtur a conclusione eiusdem Congressus recedere (in casu rationes in decreto Congressus expositae tantum recoluntur).
2. Ratio praeteritae et diutinae oppositionis ex parte legitimorum Superiorum adversus exsecutionem decreti competentis Curiae Romanae Dicasterii, quaeque etiamnunc a praecepto oboedientiae recurrentem excusaret, nulla refert; nam in casu praeceptum ad propriam domum religiosam revertendi in se haud «legibus divinis vel constitutionibus Instituti manifesto adversatur» nec «malum grave et certum secumfert» (Paulus PP. VI, Adhort. Apost. Evangelica testificatio, diei 29 iunii 1971, n. 28) vel pro fidelibus vel pro ipso sodale, neque recurrens bonam fidem invocare potest, quia ipsi Superiores olim recusantes nunc sunt praecipientes quae agenda sunt.
3. Quoad brevissima tempora ad oboediendum in praeceptis data, ea nihil attinent ad dimissionem recurrentis, qui dimissus non est quia revertere ad domum non potuisset intra terminos, sed quia ad domum revertere pertinaciter recusavit.
4. Defectus scandali et damni communionis ecclesialis ex modo agendi recurrentis haud relevat, cum hae circumstantiae aggravantes haud sunt necessariae pro dimissione sodalis.
1. Se il Patrono del ricorrente si limita a provocare contro il decreto del Congresso per i motivi già esposti nel memoriale precedente al Congresso e non accettati, non adduce alcun argomento per il quale il Congresso avrebbe errato e impugna la parte dispositiva del medesimo decreto, sembra arduo recedere dalla conclusione dello steso Congresso (nel caso si riassumono semplicemente le ragioni esposte nel decreto del Congresso).
2. Non interessa il fatto che prima e a lungo i legittimi Superiori si siano opposti alla esecuzione del decreto del competente Dicastero della Curia Romana, e che questo scuserebbe tuttora il ricorrente dal precetto di obbedienza; infatti nel caso il precetto di rientrare nella propria casa religiosa in se stesso non «è manifestamente contrario alle leggi divine o alle costituzioni dell’istituto» né «comporta un male grave e certo» (Paolo PP. VI, esortazione apostolica Evangelica testificatio del 29 giugno 1971, n. 28) per i fedeli o per lo stesso sodale, né il ricorrente può invocare la buona fede perché i Superiori che allora si opponevano oggi comandano quanto deve essere fatto.
3. I brevissimi termini dati dai precetti per obbedire non rilevano nella dimissione del ricorrente, che non è stato dimesso perché non avrebbe potuto tornare alla comunità, ma perché ha ricusato pertinacemente di rientrarvi.
4. Il fatto che dal modo di comportarsi del ricorrente non ne venga né scandalo né danno alla comunione ecclesiale non rileva perché queste circostanze aggravanti non sono richieste per la dimissione di un sodale.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini