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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 14.03.2009, Prot. N. 39306/06 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Oggetto Dimissionis
coram Caffarra
Contenuto Non constat de violatione legis in procedendo vel in decernendo
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2009, 598
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, dei quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 63 § 1; 688 § 2; 696 § 1; 697, n. 2; 700
Massime
1. Quivis actus circa bona temporalia sine licentia Superioris competentis positus contrarius habendus est voto paupertatis (in casu sodalis causam egit apud magistratus civiles ad impugnandum testamentum); proinde Superior competens legitime sodali praecipit ut causae civili renuntiaret atque eiusdem sodalis inoboedientia in casu gravis habenda est.
2. Competens Curiae Romanae Dicasterium legitime recursum hierarchicum reicit, cuius propositionis intentio tantum in terminis porrecta est, dum memoriale propositum est extra ipsum terminum gratiose ab eodem Dicasterio statutum.
3. Dimissionis confirmatio subreptionis vitio non afficitur si Superior generalis tantum documenta et acta causam dimissionis respicientia ad competens Curiae Romanae Dicasterium mittit, omissis aliis in casu causam civilem respicientibus.
1. Qualsiasi atto che attenga a beni temporali posto senza la licenza del competente Superiore si deve ritenere contrario al voto di povertà (nel caso il sodale introdusse una causa presso i giudici civili per impugnare un testamento). Di conseguenza il competente Superiore legittimamente ordina al sodale di rinunciare alla causa civile e la disobbedienza dello stesso sodale è da ritenere grave.
2. Il competente Dicastero della Curia Romana rigetta legittimamente il ricorso gerarchico, se solo la intenzione di proporlo è stata presentata nei termini, mentre il memoriale è stato proposto al di fuori dello stesso termine disposto graziosamente dal medesimo Dicastero.
3. La conferma della dimissione non è affetta dal vizio di surrezione se il Superiore generale invia al competente Dicastero della Curia Romana solo i documenti e gli atti che riguardano la causa di dimissione, senza riguardo agli altri che, nel caso, riguardavano la causa civile.
 francese

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini

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