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Jurisprudence of the Apostolic Signatura in contentious-administrative cases
 
 

Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura
Sententia definitiva of 23.02.1974, Prot. N. 3334/72 CA


Petitioner Rev. Parochus X
Respondent S. Congregatio pro Clericis
Diocese Clavaren.
Object Subtractionis aedificiorum paroecialium
coram Tabera
Publication P.V. Pinto, Diritto amministrativo canonico, 430-432
P.V. Pinto, La giustizia amministrativa, 300-304
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Content Constat de violatione legis sive in procedendo sive in decernendo.
Sources 
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Legenda
 
Canons of the Code 1983
All the canons that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported in the sources.
The canons that constitute the main object of the decision or on which the decision sets out a principle of interpretation are reported in bold.
The canons of the 1983 Code are shown in italics:
- if they do not appear in the text of the decision but if the decision deals with them;
- if they correspond to canons of the 1917 Code, of which the decision (prior to 1983) deals.

Other sources
All the sources that are found in the in iure and in the in facto part of the decisions are reported.
[CIC1917] 464 § 2; 1529
Legal Summary
1. Errores sive in procedendo sive in decernendo obiective et in facto, seu in ipso actu administrativo considerandi sunt, scilicet in elementis essentialibus quibus actus administrativus componitur et vim iuridicam obtinet, non autem intentionem Superioris, quamvis optimam, inspiciendo, qui vel iure utitur non congruo vel legem applicat non aptam.
2. Ordinarius, servatis quidem de iure servandis, beneficium paroeciale dismembrare potest, bonaque eius pro congrua parte transferre; at Ordinarius, utiles et secundos effectus quaerens, instrumenta incongruentia usurpans, falsam viam carpit, errando ergo, bona quidem fide, in procedendo et in decernendo.
3. Pia domus de qua in can. 464, § 2, id est pia domus quam Ordinarius a cura parochi subducere legitime possit, non habetur si exemptio de qua non sit in favorem personarum inibi habitantes, immo eodem decreto exemptionis in usum detur non in finem religionis vel caritatis sed rusticationis causa.
1. Gli errori sia in procedendo sia in decernendo devono essere considerati oggettivamente e nel fatto, ossia nello stesso atto amministrativo, il che significa negli elementi essenziali dei quali l’atto amministrativo è composto e dai quali ottiene forza giuridica, non invece volgendo l’attenzione all’intenzione (ancorché ottima) del Superiore, che usa di un diritto non appropriato o applica una legge non idonea.
2. L’Ordinario, osservato naturalmente ciò che per diritto deve essere osservato, può dismembrare un beneficio parrocchiale e trasferire proporzionatamente i suoi beni patrimoniali; l’Ordinario tuttavia che, pur perseguendo risultati utili e favorevoli, si serve di strumenti inindonei, prende una via falsa, errando perciò, certo in buona fede, in procedendo e in decernendo.
3. Non si dà una pia domus di cui nel can. 464, § 2, ossia una pia domus che l’Ordinario possa legittimamente sottrarre alla cura del parroco, se l’esenzione di cui in oggetto non sia in favore delle persone che lì vi abitano, anzi nello stesso decreto di esenzione si dia in uso non per un fine di religione o di carità ma per destinarla a casa di vacanze.

Author of the legal summary (in Latin) and of the Italian version: © G. Paolo Montini