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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 25.06.1994, Prot. N. 24048/93 CA


Parte attrice X et Y
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Suppressionis paroeciae
coram Fagiolo
Pubblicazione W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 476-481
IE 10 (1998) 204-206
Forum 7 (1996) 342-345
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Traduzioni angl., Association Internationale des Hautes Juridictions Administratives/International Association of Supreme Administrative Jurisdictions, Recueil de décisions/Selection of decisions, Paris 1997, 509-511
angl., W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 476-481
Forum 7 (1996) 341-345
it., G. Parise, La giurisprudenza, 370-372
Contenuto De recursu adversus decretum reiectionis a Congressu latum. Recursus non admittitur ad disceptationem.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 515 § 2; 1222 § 2
Massime
1. Numerus decrescens fidelium necnon minor copia sacerdotum in dioecesi per se constituunt iustam causam pro unione paroeciarum personalium.
1. Il numero decrescente di fedeli e la minore abbondanza di sacerdoti in diocesi per se costituiscono una causa giusta per l’unione di parrocchie personali.
2. Conditio periculosa ecclesiae, confirmata etiam a magistratu civili, necnon opportunitas christifideles non gravandi onere ecclesiam reparandi, causam constituunt reducendi ecclesiam in usum profanum (in casu tamen recurrentes, etiamsi petivissent restitutionem ecclesiae in usum sacrum, numquam coram Congregatione asseruerunt can. 1222 § 2 violatum esse).
2. La condizione di pericolo della chiesa, confermata anche dal giudice civile, come pure l’opportunità di non gravare i fedeli dell’onere di riparare la chiesa, costituiscono causa per la riduzione della chiesa ad uso profano (nel caso, tuttavia, i ricorrenti, anche se avevano richiesto di restituire la chiesa al culto divino, di fronte alla Congregazione non avevano mai sostenuto che fosse stato violato il can. 1222, § 2).

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini