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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 21.06.1997, Prot. N. 26944/96 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Oggetto Amotionis religiosi a munere parochi
coram Davino
Pubblicazione QDE 22 (2009) 410-418
Proceed 82 (2020) 261-271
W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 409-423
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Traduzioni angl.:W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 409-423; Proceed 82 (2020) 261-271
it., QDE 22 (2009) 410-418
Contenuto Non constare de violatione legis sive in procedendo sive in decernendo.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 192-195; 193 § 3; 538 § 2; 682 § 2; 1742 § 2
Massime
1. In propatulo est significationem adhibiti verbi «ad nutum» (can. 682, § 2) nullatenus
innuere Superiorem ad arbitrium se gerere posse, quod et accidere posset ubi causae decisionis essent inexsistentes, falsae, commenticiae vel omnino non congruentes. Prudentis iudicis est apte secernere opportunitatem, utilitatem necnon prudentiam peractae decisionis ab istiusmodi illegitimitate ob rationes inexsistentes, falsas, commenticias vel omnino non congruentes. Quod et maxime tenendum est cum quaestio huius generis apud Signaturam Apostolicam agitatur. Etenim «obiectum examinis N.S.T. Sectionis Alterius esse legis violationem vel in procedendo, seu quod attinet ad elementa formalia actus administrativi, vel in decernendo, seu quod attinet ad elementa materialia prout et quatenus a lege requisita» (cf. in una Pittsburgen., prot n. 25931/95 CA). Superior arbitrarie agit cum motus sit causis vel inexsistentibus vel falsis vel commenticiis vel graviter haud congruentibus. His in casibus, quidquid sentire quis teneat de positivo iure, certo certius lex violatur naturalis vel saltem aequitas.
1. È noto a tutti che la espressione usata nel can. 682, § 2, «ad nutum» non include che il Superiore possa agire arbitrariamente, ciò che potrebbe accadere se le cause della decisione fossero inesistenti, false, strumentali o del tutto impertinenti. È proprio del giudice prudente discernere adeguatamente tra l’opportunità, l’utilità e la prudenza di una decisione presa, e l’illegittimità della decisione a motivo di ragioni inesistenti, false, strumentali o del tutto impertinenti. Ciò deve essere tenuto presente soprattutto quando una siffatta questione è trattata presso la Segnatura Apostolica. Infatti «oggetto di giudizio presso la sezione seconda del Nostro Supremo Tribunale è la violazione della legge o in procedendo, ossia per quanto riguarda gli elementi formali dell’atto amministrativo, circa per l’appunto l’autore e la forma con la quale l’atto è preparato e espresso, o in decernendo, ossia per quanto riguarda gli elementi materiali del medesimo atto se e in quanto richiesti dalla legge» (cf. in una causa di Pittsburg, prot n. 25931/95 CA). Il Superiore agisce arbitrariamente se è mosso da cause inesistenti, false, strumentali o gravemente impertinenti. In casi come questi, checché si pensi del diritto positivo, certamente è violata la legge naturale o almeno l’equità.
2. Quoad amotionem parochi religiosi haec animadvertenda sunt: a) parochi ministerium primo et per se Episcopi auctoritati subest, cuius Episcopi prae aliis est iudicium proferre de idoneitate praestiti ministerii; b) certo certius sollicitus esse debet parochus, qui insimul religiosus sit, de vinculo subiectionis erga Superiores instituti necnon de interna servanda disciplina, quod tamen minime Superiores habiles reddit iudicium proferendi de peracto parochi ministerio nulla habita ratione Episcopi aestimationis, multo minus contra ipsius Episcopi mentem.
2. Per la rimozione di un parroco religioso si deve fare attenzione che: a) il ministero del parroco sottostà primariamente e per sé all’autorità del Vescovo, al quale Vescovo spetta prima di altri di dare il giudizio sulla idoneità del ministero esercitato; b) certamente il parroco religioso deve essere sollecito del vincolo di soggezione ai Superiori dell’istituto e della osservanza della disciplina interna; ciò però non rende per nulla i Superiori abilitati a dare un giudizio sul ministero esercitato dal parroco senza aver riguardo alla valutazione del Vescovo, e molto meno contro la valutazione dello stesso Vescovo.
3. Superior, qui, intuitu recuperandae pacis in fraternitate et in Provincia, translationem religiosi in aliam sedem et eius amotionem ab officio parochi decernat, motivum affert
validum (in casu, rationes duae adducuntur: a) continuus modus agendi contra Superiores Provinciae; b) defectus communionis et collaborationis in communitate religiosa locali).
3. Il Superiore che, per restaurare la pace nella fraternità e in Provincia, decida di trasferire il religioso in un’altra casa e di rimuoverlo dall’ufficio di parroco, apporta un motivo valido (nel caso sono addotte due motivi: «a) tuo atteggiamento di sistematica contrapposizione nei confronti dei Superiori della tua Provincia; b) la mancanza di comunione e di collaborazione con la tua [comunità]»).
Commenti D. Salvatori, «Nota alla sentenza 21 giugno 1997 della Segnatura Apostolica sulla rimozione di un parroco religioso», QDE 22 (2009) 419-424
J.Chr. Kozlowski, «Collaborating in the Salvation of Souls: The Shared Responsibility of the Diocesan Bishop and Religious Superior for a Parish Entrusted to a Religious Institute», Proceed 82 (2020) 236-260

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini