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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 28.06.2003, Prot. N. 29531/98 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Gentium Evangelizatione
Oggetto Amotionis a paroecia
coram Cacciavillan
Pubblicazione W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 389-413
SCL 2 (2006) 275-296
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Traduzioni angl., W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 389-413
angl., SCL 2 (2006) 275-296
Contenuto Non constare de violatione legis in procedendo vel in decernendo.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 51; 177 § 1; 536 § 1; 1735; 1740-1747; 1740; 1741; 1742 § 1; 1745, n. 2
Massime
1. Iuxta iurisprudentiam communem irregularitates forte commissae quoad selectionem duorum parochorum de quibus in can. 1742 § 1 non esse tam graves ut infirmarent totam proceduram adhibitam.
1. Secondo la giurisprudenza comune le irregolarità eventualmente commesse nella scelta dei due parroci di cui al can. 1742 § 1 non sono gravi al punto da rendere nulla tutta la procedura.
2. Quinque amotionis causae datae sunt in can. 1741, sed pacifice admittitur sufficere quamlibet causam ob quam ministerium noxium aut saltem inefficax evadit.
2. Nel can. 1741 sono recensite cinque cause di rimozione, ma è comunemente ammesso che è sufficiente una qualsiasi causa che rende il ministero [del parroco] dannoso o almeno inefficace.
3. Negligentia obligationis ex parte parochi, qui diutius (in casu per plus decem annos) non allaborat ut in paroecia consilium constituatur paroeciale, speciatim in contextu generali recusationis ad Ordinationem pastoralem dioecesanam (cf. s.d. Diocesan Pastoral Plans) conformandi opera in propria communitate facienda, non obstantibus admonitionibus Episcopi, a priori excludi nequit tamquam causa gravis propter quam eius ministerium, saltem in parte magni momenti, inefficax evadere possit.
3. La negligenza del dovere del parroco, che da lungo tempo (nel caso da più di dieci anni) non collabora perché in parrocchia sia costituito il consiglio pastorale parrocchiale, specialmente nel contesto generale del rifiuto [del parroco] di uniformare la sua opera nella sua comunità parrocchiale al Piano pastorale diocesano (cf. c.d. Diocesan Pastoral Plans), nonostante le ammonizioni del Vescovo, non si può escludere a priori quale causa grave per motivo della quale il ministero del parroco possa divenire inefficace.
4. Decretum quo auctor decreti ad normam can. 1735 remonstrationem reicit, summarie exprimere motiva reiectionis censetur si ad defectum rationum in remonstratione remittit.
4. Il decreto con il quale l’autore del decreto a norma del can. 1735 rigetta la rimostranza, si considera provvisto summariamente dei motivi di rigetto se si rimette alla mancanza di motivi espressi nella rimostranza.
5. Decretum quo Dicasterium Curiae Romanae recursum reicit violatione legis in procedendo non afficitur ob motiva recursus cumulative resumpta, dummodo legitime praesumi possit Superiorem hierachicum examini subiecisse omnia documenta ab ipso recurrenti exhibita, cuius accusationes respiciebant tam motiva in decernendo quam in procedendo.
5. Il decreto con il quale il Dicastero della Curia Romana rigetta il ricorso non è affetto da violazione di legge in procedendo a causa della esposizione sintetica dei motivi di ricorso, purché si possa legittimamente presumere che il Superiore gerarchico abbia sottoposto ad esame tutti i documenti prodotti dal ricorrente, le cui accuse riguardavano sia motivi in decernendo sia motivi in procedendo.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini