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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 03.07.2004, Prot. N. 32255/01 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Institutis vitae consecratae et Societatibus vitae apostolicae
Oggetto Dimissionis
coram Erdȍ
Contenuto Decretum Congressus reformandum non esse.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2004, p. 784.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 616; 696-700; 697, n. 3; 702 § 1
Evangelica testificatio n. 28
Massime
1. Denegatum ius defensionis non habetur cum competens Curiae Romanae Dicasterium recurrenti respondeat acta omnia de quibus in can. 697, n. 3 ei bene nota esse, cum agatur de scripturis ad eum vel ab eo datis.
1. Non si dà negazione del diritto di difesa se il competente Dicastero della Curia Romana risponda al ricorrente che tutti gli atti di cui al can. 697, n. 3 gli erano ben noti, dal momento che si tratta di scritture a lui dirette o da lui scritte.
2. Nihil ad dimissionem ob recusatam translationem referunt quae respiciunt rationem fundatam, vel minus, supprimendi domum religiosam, praesumptos defectus aliarum personarum, assertam futuram destinationem illius domus religiosae ad usum dioecesis.
2. Non rilevano per la dimissione a causa del rifiuto di trasferirsi le cose che riguardano la ragione, più o meno fondata, di sopprimere la casa religiosa, presunte mancanze di altre persone, come pure l’asserita futura destinazione di quella casa religiosa ad uso della diocesi.
3. Rationes, quibus ad sic dictam obiectionem conscientiae appellatur, reapse carere quavis consistentia cum Superiores mandatum sese transferendi ad aliam domum imposuerunt secundum Constitutiones; de mandato agitur ordinario, in quo «aestimatio boni maioris secundum modum rem considerandi potest variari» (Evangelica testificatio, n. 28); modus praeterea quo se gessit recurrens, dum restitit mandato Superiorum, longe alienus est modo proprio eius qui non potest oboedire ob rationes conscientiae; si recurrentis interpretatio in re admitteretur, actum esset de oboedientia religiosa.
3. Mancano di ogni consistenza le ragioni alle quali si appella per la cosiddetta obiezione di coscienza, dal momento che i Superiori hanno imposto l’ordine di trasferirsi ad un’altra casa secondo le Costituzioni; si tratta di un mandato ordinario, per il quale «la valutazione del maggior bene può variare a seconda del modo di considerare la cosa» (Evangelica testificatio, n. 28); d’altronde il modo con il quale il ricorrente si è comportato nell’opporsi al comando dei Superiori è molto lontano dal modo proprio di chi non può obbedire per ragioni di coscienza; se si ammettesse l’interpretazione in materia del ricorrente, l’obbedienza religiosa sarebbe annullata.
4. Oeconomicae repetitiones contra explicitum can. 702, § 1 praescriptum causae dimissionis obiectum haud respiciunt, sed potius recurrentis impudentem modum agendi confirmant.4. Le pretese economiche contro l’esplicito prescritto del can. 702, § 1 non riguardano l’oggetto della causa di dimissione, ma confermano piuttosto il modo di agire sfacciato del ricorrente.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini