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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Praefecti del 08.11.2011, Prot. N. 44426/10 CA


Parte attrice Rev.dus X et alii
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Reductionis ecclesiae in usum profanum
Pubblicazione Apoll 85 (2012) 436-437
J 73 (2013) 618-620
W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 317-320
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Traduzioni angl.: W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 317-320; J 73 (2013) 619; 621
it., Apoll 85 (2012) 438-439
Contenuto In decisis quoad litem finitam declaratam ob decretum impugnatum revocatum.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 1214; 1222 § 2; 1223
Massime
1. Recursus adversus reductionem ecclesiae in usum profanum et recursus adversus reductionem ecclesiae in oratorium, obiecto distinguuntur.
1. Si distinguono per oggetto il ricorso contro la riduzione di una chiesa ad uso profano e il ricorso avverso la riduzione di una chiesa ad oratorio.
2. Caret proinde praesupposito seu obiecto et ideo perimitur recursus contentiosus administrativus adversus reductionem ecclesiae in usum profanum, si et quatenus Episcopus impugnatum decretum reductionis ecclesiae in usum profanum revocet et eandem ecclesiam in oratorium reducendam decernat.
2. Manca perciò di presupposto o di oggetto, e perime quindi il ricorso contenzioso amministrativo contro la riduzione della chiesa ad uso profano se e per quanto il Vescovo revochi il decreto impugnato di riduzione della chiesa ad uso profano e decida di ridurre la medesima chiesa ad oratorio.
3. Ecclesia in oratorium reducta in usum profanum dein reduci non potest, nisi ad amussim servatis canonibus et praescriptionibus de ecclesiae reductione in usum profanum (cf. can. 1222), quia reductio ecclesiae prius in oratorium ac dein in usum profanum iure praesumitur unum constituere actum administrativum, duobus quidem inextricabilibus gressibus latum.
3. La chiesa ridotta ad oratorio non può essere poi ridotta ad uso profano se non rispettati scrupolosamente i canoni e le prescrizioni sulla riduzione della chiesa ad uso profano (cf. can. 1222); si presume infatti che la riduzione di una chiesa prima ad oratorio e poi ad uso profano costituisca un unico atto amministrativo, composto così da due passaggi indisgiungibili.
Commenti C. Begus, «Adnotationes in Decreta», Apoll 85 (2012) 445-464
K. Martens, «Brief Note Regarding»

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini