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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 30.04.2011, Prot. N. 42441/09 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio de Institutione Catholica
Oggetto Amotionis; translationis
coram Kasyna
Contenuto Decretum Congressus non est reformandum.
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2011, p. 598
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC can. 1628
Massime
1. Gravamen, cuiuscumque impugnationis, recursu hierarchico haud excluso, praesuppositum, deest quoties recurrens a Superiore hierarchico provisionem sibi favorabilem obtinet (in casu competens Curiae Romanae Dicasterium illegitimum in procedendo impugnatum declaraverat decretum).
1. Manca il gravame, che è presupposto di ogni impugnazione, anche del ricorso gerarchico, tutte le volte che il ricorrente ha ottiene dal Superiore gerarchico un provvedimento che gli sia favorevole (nel caso il competente Dicastero della Curia Romana aveva dichiarato illegittimo in procedendo il decreto impugnato).
2. Violatio legis non habetur si competens Curiae Romanae Dicasterium in limine recursum reicit, quem recurrens, non quidem ob ignorantiam vel errorem, sed consulto Dicasterio Curiae Romanae, quod incompetens probe scit, praebet, terminum proinde peremptorium quindecim dierum utilium ad Curiae Romanae Dicasterium adeundum, quod competens in casu probe scit, posthabendo.
Cf. maximae prot. n. 42441/09 CA - DC
2. Non c’è violazione di legge se il competente Dicastero della Curia Romana rigetta in limine il ricorso che il ricorrente, non appunto per ignoranza o errore, ma volutamente presenta ad un Dicastero della Curia Romana, che sa bene essere incompetente, trascurando perciò il termine perentorio di quindici giorni utili per adire il Dicastero della Curia Romana, che ben sa competente nel caso.
Cf. massime prot. n. 42441/09 CA - DC

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini