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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Congressus del 20.01.2012, Prot. N. 45669/11 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Perdita dell’ufficio in applicazione del can. 186
Pubblicazione IE 27 (2015) 637-640; W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 183-186
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Traduzioni angl.: W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae II, 183-186; it., IE 27 (2015) 637-640
Contenuto Reiectio in limine confirmatur.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 186; 189 §§ 3-4; 190 § 3; 191 § 1; 193 § 4; 196 § 2; 1746
Massime
1. Praescripta Codicis de momento quo officium cessat (cf., ex. gr., cann. 189, §§ 3-4; 190, § 3; 191, § 1; 193, § 4; 196, § 2) primo et principaliter non cavent de celeritate cessationis sed de certitudine iuris ac, si casus ferat, de cura animarum haud intermittenda, et pari ratione asserendum est de praescripto circa cessationem ab officio de qua in can. 186 (in casu intimatio multo post lapsum praefiniti temporis evenerat);
1. I prescritti del Codice relativi al momento della cessazione dell’ufficio (cf., per esempio, cann. 189, §§ 3-4; 190, § 3; 191, § 1; 193, § 4; 196, § 2) non provvedono in forma primaria e principale alla celerità della cessazione, ma alla certezza del diritto e, se del caso, che la cura delle anime non patisca interruzione; parimenti si deve dire del prescritto del can. 186 sulla cessazione dall’ufficio (nel caso l’intimazione era avvenuta dopo molto tempo dalla scadenza del tempo prestabilito).
2. Can. 186 praescriptum non derogat obligationi Auctoritatis Ecclesiasticae competentis, post lapsum temporis praefiniti sollicite de re videndi.
2. Il prescritto del can. 186 non deroga all’obbligo della competente Autorità Ecclesiastica, di provvedere cioè celermente dopo la scadenza del tempo prestabilito;
3. Amisso officio per intimationem lapsus temporis praefiniti, praescriptum can. 1746 non applicatur (in casu competens Curiae Romanae Dicasterium – recursu hierarchico reiecto – vi suae discretionis Ordinario suaserat ut sacerdoti provideret).
Cf. maximae prot. n. 45669/11 CA -DS
3. Perso l’ufficio a seguito dell’intimazione della scadenza del tempo prestabilito, non si applica il prescritto del can. 1746 (nel caso il competente Dicastero della Curia Romana – rigettato il ricorso gerarchico – aveva persuaso, in forza della sua discrezionalità, l’Ordinario a che provvedesse al sacerdote).
Cf. massime prot. n. 45669/11 CA -DS
 tedesco
Commenti J. Canosa, «La rilevanza ecclesiale della certezza del diritto», IE 27 (2015) 646-652
F. Puig, «Stabilità e continuità del titolare dell’ufficio parrocchiale», IE 27 (2015) 653-662

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini