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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 14.05.2009, Prot. N. 39779/07 CA


Parte attrice D.nus X
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Oggetto Competentiae; Sustentationis
coram Burke
Contenuto Constat de violatione legis in decernendo
Note Cf. L’attività della Santa Sede 2009, 599
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 128; 271 § 2; 281 § 2; 284; 1350 § 1; 1400 § 2; 1445 § 2
PB art. 95 § 1; art. 98; art. 123 § 2;  
Sacramentorum sanctitatis tutela art. 4 § 1;  
LP art. 30 § 3; art. 105
Massime
1. Incompetentia Signaturae Apostolicae ob iura quae vindicari deberent coram tribunali ecclesiastico ordinario non sustinetur; nam: 1) in casu agitur de recursu adversus decisionem Congregationis pro Clericis, quae «competens est ad clericorum vitam, disciplinam, iura atque obligationes quod spectat» necnon «prospicit ut clericorum sustentationi ac sociali securitati consulatur» (artt. 95, § 1, et 98 PB); 2) iuxta Signaturae Apostolicae iurisprudentiam in re quae per administrativam viam vel iudicialem ordinem pertractari potest, si tractatur per viam administrativam, «non datur transitus ab ordine administrativo ad ordinem iudicialem» (cf. decretum diei 4 aprilis 1973, prot. n. 3961/72 CP).
1. Non si sostiene l’incompetenza della Segnatura Apostolica a motivo di diritti che si dovrebbero perseguire di fronte ad un tribunale ecclesiastico ordinari; infatti: 1) nel caso si tratta del ricorso contro la decisione della Congregazione per il Clero che «è competente per tutto ciò che riguarda la vita, la disciplina, i diritti e gli obblighi dei chierici» e pure «procura perché si provveda al sostentamento e alla previdenza del clero» (artt. 95, § 1, et 98 PB); 2) secondo la giurisprudenza della Segnatura Apostolica nelle materie che possono essere trattate in via amministrativa o giudiziale, «non si dà passaggio dall’ordine amministrativo all’ordine giudiziario» (cf. decreto del 4 aprile 1973, prot. n. 3961/72 CP).
2. Incompetentia Signaturae Apostolicae in recursu pertractando ob conflictum competentiae inter Dicasteriae Curiae Romanae non sustinetur si dubium de competentia ipso facto solvitur per responsionem ad dubium in recursu concordatum.
2. Non si sostiene l’incompetenza della Segnatura Apostolica nella trattazione del ricorso a motivo del conflitto di competenza tra Dicasteri della Curia Romana se il dubbio sulla competenza si risolve automaticamente con la risposta al dubbio concordato nel ricorso.
3. Decisio Curiae Romanae Dicasterii, suam incompetentiam declarantis, nullo verbo de observantia terminorum facto, par est obiecto iudicii contentiosi administrativi, quod solummodo de legitimitate decisionis ab eodem Dicasterio latae videre potest.
3. La decisione di un Dicastero della Curia Romana, che dichiari la propria incompetenza senza dire nulla circa l’osservanza dei termini, è idonea ad essere oggetto del giudizio contenzioso amministrativo, che solo della legittimità della decisione presa dal medesimo Dicastero può vedere.
4. Congregatione pro Doctrina Fidei quaestionem sustentationis et assistentiae sanitariae de facto non pertractante, quando videbat de delicto graviore, quaestione de delicto graviore absoluta, eius competentia ratione conexionis, relate ad sustentationem et assistentiam sanitariae debitam, non amplius datur; qua de re competentia Congregationis pro Clericis, ratione scilicet materiae, exstat.
4. Se la Congregazione per la Dottrina della Fede nel giudizio su un delitto alquanto grave di fatto non tratta la questione del sostentamento e della previdenza, una volta terminata la questione sul delitto alquanto grave, la sua competenza sul sostentamento e la previdenza in ragione della connessione cessa; di conseguenza sta la competenza in ragione della materia della Congregazione per il Clero.
5. Petita reparatio damnorum quoad expensas in recursu contentioso administrativo prosequendo solutas correspondet praescripto art. 30, § 3 Legis propriae iuxta quod «in decisionibus statuitur circa expensas, honoraria et, si casus ferat, damna reficienda» (in casu recurrens indemnis factus est ad expensas processuales et honorarium Patrono debitum quod attinet).5. La riparazione richiesta delle spese affrontate nel coltivare il ricorso contenzioso amministrativo corrisponde al prescritto dell’art. 30, § 3 della Lex propria secondo il quale «nelle decisioni si stabiliscono le spese, gli onorari e, si è il caso, i danni da risarcire» (nel caso il ricorrente è stato reso indenne delle spese processuali e dell’onorario dovuto al Patrono).

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini