Università Facoltà di Diritto Canonico www.iuscangreg.itCIC/1983CCEODiritto vigenteFonti storicheGiurisprudenza STSAAccordi internazionaliSiti webLetteraturaBibliografia canonisticaMotori di ricercaLinklistMappa sitoDocentiNostri maestri
Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Congressus del 11.11.1969, Prot. N. 831/68 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta S. Congregatio pro Clericis
Oggetto Remotionis a paroecia
Pubblicazione Apoll 43 (1970) 522-524
IC 12/23 (1972) 54-55
LE IV, n. 3801
Per 60 (1971) 331-333
Download
Contenuto Recursus admittitur ad disceptationem. Dein causa perempta declaratur.
Fonti 
?
Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC can. 1748
[CIC/1917] 2157-2161;  
Christus Dominus n. 31;  
Ecclesiae Sanctae I, n. 20 § 2
Massime
1. Etsi Concilium Vaticanum II modum procedendi in amotione parochorum propter rationes pastorales faciliorem expeditioremque reddat, nihilominus dici non potest ad coactam translationem sufficere quamcumque causam ordinis pastoralis, nempe ad arbitrium Episcopi, eo quod in motu proprio Ecclesiae Sanctae statuitur, ad validam translationem parochi renuentis, normas Codicis, usque ad codicem recognitum, servandas esse.1. Anche se il concilio Vaticano II renda per ragioni pastorali più facile e veloce la procedura per la rimozione dei parroci, non si può per questo dire che per il trasferimento obbligato basti una qualunque causa di ordine pastorale, naturalmente ad arbitrio del Vescovo, e ciò perché nel motu proprio Ecclesiae Sanctae si stabilisce che per il valido trasferimento del parroco che lo rifiuta devono essere osservate le norme del Codice, fino alla sua revisione.
Commenti M. Landau, Amtsenthebung und Versetzung von Pfarrern. Eine Untersuchung des geltenden Rechts unter besonderer Berücksichtigung der Rechtsprechung der Zweiten Sektion des Höchsten Gerichts der Apostolischen Signatur, Frankfurt am Main 1999, 238

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini